Non sottovaluto le scelte di Lombardo nei confronti del governo Berlusconi, ma il mio dissenso riguarda i metodi e l’azione del governo regionale. La Sicilia è prossima al
collasso finanziario perché Lombardo ha ereditato una situazione pesante, ma anche perché in questi due anni e mezzo non ci sono stati provvedimenti tendenti a creare ricchezza e posti di lavoro veri”.

La voce critica si alza – attraverso un’intervista a ‘La Sicilia’ di Catania, da un esponente di spicco dell’anima critica del Pd, il deputato regionale Giovanni Barbagallo.

“Non si capisce neppure – aggiunge – quale sia il modello di sviluppo. Un partito come il Pd dovrebbe privilegiare le politiche sociali, la tutela dell’ambiente, il sostegno ai ceti più deboli, gli investimenti per la cultura, e invece non si sa quali siano le discriminanti che dovrebbero motivare le nostre scelte. I problemi evidenziati da tempo, sia dalle associazioni imprenditoriali sia dai sindacati, non trovano, purtroppo, soluzioni concrete”.

Ma Barbagallo non critica solo il proprio partito. “Manca la politica. Va recuperato il senso dell’azione politica. Essa non esiste se non è utile al bene comune. Fino a quando le nomine alla Regione avverranno con la logica dell’appartenenza partitica non ci saranno novità positive. Una visione e una speranza si possono offrire soltanto se ci si libera dalla preoccupazione del consenso. Non mi pare che Lombardo sia riuscito a dare questo indirizzo“.

Il Partito Democratico siciliano, secondo Barbagallo “sembra, purtroppo, proiettato su se stesso e le proprie lotte interne. È ora, invece, di dimostrare di avere una proposta politica alternativa per la Sicilia. Un partito costruito sulla partecipazione non può, ad esempio, demonizzare lo strumento del referendum a prescindere da modi e tempi delle iniziative referendarie stesse, sui quali si può dissentire”.

Non ho mai cambiato partito – chiarisce -. Il percorso che mi ha portato a militare nella Dc, nel Partito Popolare, nella Margherita e nel Pd lo considero del tutto coerente con i valori che esprime il pensiero politico del cattolicesimo democratico. Chi rivendica il patrimonio ideale di Sturzo, De Gasperi, Moro, Lazzari, La Pira, Giordani, Dossetti non può che scegliere di militare nel centrosinistra. Il problema è che sta diventando sempre più complicata la mia permanenza nel gruppo parlamentare del Pd all’Ars”.