“I costi della politica vanno abbassati con una seduta straordinaria dell’Ars da tenere ad agosto prima della chiusura della sessione estiva. È
necessario un ragionamento complessivo per evitare disparità e ingiustizie. La madre di tutte le riforme è la riduzione dei deputati, ma non incidere sulle indennità aggiuntive dei deputati significa mantenere un inaccettabile privilegio anche nei confronti di quei pochi parlamentari che non hanno altri incarichi. I componenti dell’ufficio di presidenza, i presidenti di commissioni, i rappresentanti del governo, i capigruppo non possono essere considerati come tutti gli altri deputati, poichè beneficiano di bonus supplementari, di mezzi e di strumenti assolutamente impari rispetto ai semplici deputati. I tagli del 5% o del 10% sui vitalizi e sulle indennita’ vanno nella direzione giusta, ma non tolgono nulla a chi per ragione di un incarico istituzionale legato alle funzioni parlamentari percepisce molto di piu’ degli altri. E’ necessario un dibattito dell’Ars per affrontare anche il tema delle consulenze, dei tanti comitati inutili e dei componenti degli uffici di gabinetto. L’idea che i sacrifici debbano essere fatti sempre dagli altri è dura a morire. Va recuperato il senso dell’azione politica. Essa non esiste se non è utile al bene comune. La relazione clientelare, largamente presente nella realta’ siciliana, accresce la tendenza a perseguire interessi particolari”. Così in un comunicato il deputato regionale del Pd Giovanni Barbagallo.