Sono 33 i falsi incidenti scoperti dai carabinieri a Barcellona Pozzo di Gotto nell’indagine per truffe alle assicurazioni che avrebbero fruttato circa un milione e cinquecentomila euro. Le indagini sono iniziate nel 2010 dopo che la gran parte delle compagnie di assicurazione del comune messinese erano state costrette a chiudere per aver dovuto pagare numerose indennizzi per i falsi incidenti. A capo dell’organizzazione ci sarebbero stati l’avvocato Antonino Zarcone e Filippo Reale.

Agli arresti domiciliari sono stati posti Filippo Reale, 43 anni, l’avvocato Antonino Carlo Zarcone, 33 anni e i medici Bernardino Salamone, 45 anni, e Giuseppe Milone, 52 anni. Sottoposti a divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale i medici Claudio Aliberti, 34 anni, e Domenico Giunta, 52 anni, e l’avvocato Anna Maria Coppoliono, 42 anni.

Gli altri indagati sono Giovanni D’Angelo, 33 anni, Elisabetta Sidoti, 43 anni, Anna Maria Campanella, 42 anni, Antonino Bisognano, 29 anni, Filippo Iannello, 57 anni, tutti sottoposti a obbligo di dimora nel comune di residenza, mentre a ulteriori 4 soggetti, 3 di Barcellona Pozzo di Gotto e uno di Tortorici, e’ stato applicato l’obbligo di presentazione alla polizia giuziaria.

L’indagine, avviata nel novembre del 2010, ha ricostruito 33 sinistri falsi denunciati a Barcellona Pozzo di Gotto, Mazzarrà Sant’Andrea, Milazzo, Castroreale, Terme Vigliatore e Tortorici, e per i quali sono stati richiesti di risarcimento che ammontanto in totale un milione e mezzo di euro circa. Gli importi sono stati già liquidati in gran parte dei casi.

I mezzi venivano danneggiati ad arte in modo da comprovare l’incidente, mentre i falsi feriti venivano accompagnati al pronto soccorso dove ingannavano i medici accusando dolori e venivano dimessi con pochi giorni di prognosi. Poi i medici compiacenti fornivano certificati mendaci per prolungare i tempi di guarigione. Quando i periti delle assicurazioni smentivano i truffatori, veniva acceso un contenzioso che spesso veniva chiuso in via stragiudiziale con il riconoscimento di un indennizzo minore rispetto a quello inizialmente richiesto.