E’ stato fissato per domani alle 15 nella sede della presidenza della Regione, a Palermo, un nuovo incontro tra governo e sindacati sulle norme che riguardano personale regionale contenute nella manovra finanziaria. Lo riferiscono fonti sindacali presenti alla riunione di oggi a Palazzo D’Orleans, nel corso della quale il presidente della Regione Rosario Crocetta è tornato a convocare una delegazione di lavoratori e sindacati dopo il sit-in di stamani in piazza indipendenza che aveva fatto seguito alla rottura delle trattative avvenute ieri.

I sindacati, che per venerdì hanno proclamato una giornata di sciopero generale, hanno incontrato Crocetta più volte ma le trattative si sarebbero interrotte per la posizione rigida espressa dall’assessore regionale all’Economia Alessandro Baccei in merito alla possibilità di rivedere le norme della finanziaria.

La risposta era stata altrettanto dura: sciopero generale confermato per venerdì e anticipo di manifestazione col sit-in di oggi al quale hanno preso parte oltre mille lavoratori. ma la nuova convocazione da parte del governatore non è stata rasserenante. Il segretario della funzione pubblica della cgil. Michele Palazzotto non si è presentato: “Non partecipo – dice – per la Fp-Cgil è presente il responsabile del comparto enti locali ma lo sciopero di venerdì è confermato e non sarà revocato”.

All’incontro di domani, secondo quanto riferiscono i sindacati, oltre al governatore saranno presenti anche gli assessori siciliani all’Economia, al Lavoro e alla Funzione pubblica Alessandro Baccei, Bruno Caruso e Ettore Leotta nel tentativo di riportare la calma ed evitare incomprensioni anche se la rigidità della manovra finanziaria è tale da non lasciar intravedere spiragli di accordo. Crocetta si trova fra due fuochi: da un lato il governo nazionale che senza questi tagli è pronto a mollare il governatore, dall’altro i lavoratori che non sono intenzionati a pagare loro il costo dei danni fatti dalla politica.

L’incontro di domani, fa però sapere il governatore, mettendo le tradizionali ‘mani avanti’ che non potrà prescindere dai tagli e si dovrà discutere “della necessità di inserire nella finanziaria tutte quelle norme che non sono oggetto di contrattazione specifica; di aprire immediatamente il tavolo di contrattazione Aran-Sindacati , per verificare se prima dell’approvazione della finanziaria da parte dell’Ars, si possa addivenire ad un’intesa contrattuale; della verifica del sistema di equiparazione tra regionali e statali; dell’individuazione di strumenti di riorganizzazione, in conseguenza anche degli esodi causati dai pensionamenti”.

In pratica Crocetta ha già scritto il verbale di fine incontro di domani aprendo solo alla trattativa davanti all’Aran ma chiudendo su tutti i punti salienti del confronto e annunciando anche la discussione sulla “verifica della possibilità di revisione della legge regionale 10/2000” ovvero l’ultima riforma della pubblica amministrazione.

L’incontro di oggi, gli risponde la Fp Cgil, non produce alcun effetto rispetto alla vertenza messa in atto che culminerà con lo sciopero di venerdì 20. Se da un lato è vero che Crocetta continua a dichiarare disponibilità a discutere su tutti i temi posti dal sindacato, dall’altro è altrettanto vero che gli atti fin qui posti in essere con le bozze legislative dimostrano il contrario.

Fp Cgil ha preso atto dell’apertura del Presidente della Regione, ma ritiene non vi siano ancora i presupposti per considerare chiusa la mobilitazione messa in atto. Anche per questo la Fp Cgil non ha sottoscritto il verbale conclusivo di oggi, che non è esaustivo rispetto alle richieste formulate, onde evitare strumentalizzazioni che prefigurino lo stesso verbale come un’ipotesi di accordo raggiunto.