Berretta attacca, Licandro risponde. Avviene tutto sul “campo” del Bellini. Dove i due esponenti politici si sfidano a suon di comunicati. Il primo, sulla vicenda del Teatro Massimo catanese, non solo critica la Regione ma attribuisce “precise responsabilità politiche” anche al sindaco di Catania. Il secondo ribatte che il deputato dovrebbe sapere che senza consiglio d’amministrazione, Bianco non ha potere decisionale. La storia di questa partita tutta catanese giocata tra lavoratori in difficoltà, tagli ai fondi e, da ultimo, anche con le nuove deleghe assegnate al Crocetta bis, è iniziata stamattina.

Berretta, deputato nazionale del Partito Democratico, è intervenuto all’iniziativa ‘I teatri e la cultura”, organizzata al Teatro Sangiorgi dal Circolo Centro storico dei Democratici. “Il Teatro Massimo Bellini e lo Stabile di Catania – ha detto – sono un pezzo importante della nostra identità: vanno difesi e valorizzati e non sottoposti a un continuo taglio delle risorse né a indecisioni nella loro gestione”. Sulla vicenda del ‘Bellini’, in particolare, non si può continuare a giocare sulla pelle dei lavoratori come si sta facendo: ci sono sicuramente delle responsabilità da parte della Regione, tanto nella prosecuzione del commissariamento dell’Ente che non può più continuare, quanto nelle scelte scellerate di riduzione dei fondi agli enti teatrali”. Fin qui il deputato catanese si è tenuto largo nelle critiche.

Poi ha affondato: “Ma, voglio dirlo con molta chiarezza, anche il sindaco di Catania Bianco, che è presidente del ‘Bellini’, ha precise responsabilità politiche: a lui spetta l’iniziativa, a lui per primo tocca il compito di dire basta a questo commissariamento, di intervenire e pressare affinché il presidente della Regione Crocetta nomini immediatamente il nuovo Consiglio di amministrazione, per ridare finalmente un assetto istituzionale rinnovato capace di rilanciare il Teatro e di superare questa impasse che rischia di affossare la più prestigiosa istituzione culturale della nostra città, con pesanti conseguenze anche per i lavoratori. Si valorizzi Vincenzo Bellini, il grande compositore sia finalmente elemento di identità e strumento per la rinascita culturale di Catania”.

“Oggi non siamo qui solo per esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori – ha concluso Berretta – Il Partito Democratico è al governo della Regione, pur con tutti i limiti di questa esperienza, e del Comune di Catania. Spetta anche a noi trovare soluzioni e non solo esprimere la giusta solidarietà”.

Appena saputo della ‘bordata’ di Berretta contro Bianco, Orazio Licandro assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Catania, ha risposto per le rime.

“È singolare che un esponente politico d’esperienza – ha detto – si lasci andare a una critica così poco ragionata oltre che infondata, visto che le leggi dicono altro”. “Il sindaco – ha aggiunto Licandro – è il presidente del teatro, ma senza consiglio d’amministrazione non ha alcun potere decisionale e questo dovrebbe saperlo anche l’onorevole Berretta, che evidentemente dimentica le norme sull’argomento”. L’assessore ha poi sottolineato come Enzo Bianco chieda “fin dal suo insediamento, nel giugno dello scorso anno, che la Regione nomini il consiglio d’amministrazione del Bellini”.

“Alla sua voce – ha spiegato l’assessore – se ne sono aggiunte nel frattempo molte altre e siamo felici che adesso ci sia finalmente anche quella di Giuseppe Berretta, ma non comprendiamo le critiche. Non abbiamo bisogno per far risorgere il Bellini di proteste su problemi noti a tutti, ma di idee e di proposte che dovrebbero arrivare soprattutto da chi sostiene l’azione di rilancio della città da noi intrapresa”.

“Per questo – ha concluso Licandro – dall’onorevole Berretta ci aspettiamo un’incisiva azione parlamentare per far diventare la Cultura una grande questione democratica non soltanto a Catania ma nell’intero Paese”.