Creare nuovi spazi per attività sociali, culturali, educative e ludico-ricreative. Questo è in sintesi l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta comunale per la pubblicazione di un avviso pubblico per la concessione gratuita degli immobili confiscati alla criminalità organizzata e di proprietà del Comune di Palermo.

In particolare, l’uso degli immobili dovrà prevede la creazione di spazi per la promozione delle attività volte a prevenire e rimuovere situazioni di particolare bisogno o emergenza rivolte a fasce disagiate ed ancora, spazi per attività di volontariato per l’integrazione sociale di persone svantaggiate, per attività socio-assistenziali e socio-sanitarie, anche con la possibilità di creare opportunità occupazionali.

All’interno degli immobili, dovranno anche essere previste spazi per la promozione, organizzazione e realizzazione di iniziative e attività culturali anche con la collaborazione di enti pubblici e privati, con particolare attenzione all’impatto sul territorio e al sociale, oltre alla promozione di attività culturali, cinematografiche, audiovisive artistiche e spettacolistiche.

Ed ancora, creazione di spazi per le attività educative e ludico-ricreative, per promuovere l’incontro, la partecipazione e lo sviluppo di percorsi di cittadinanza attiva, anche attraverso il coinvolgimento di famiglie e per favorire la socializzazione e le relazioni e il diritto al gioco per lo sviluppo e il benessere delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi.

Secondo i dati pubblicati sul sito dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, aggiornati al 7 gennaio 2013, l’Anbsc (già Agenzia del Demanio) gestisce in Italia un totale di 12.946 beni, di cui 11.238 immobili e 1.708 aziende.

La quota di gran lunga maggiore di questi beni ha sede in Sicilia: 4.892 immobili (43,5%) e 623 aziende (36,48%). Palermo è in assoluto la città con la massima concentrazione di beni confiscati: 1.945 immobili (17,3%) e 272 aziende (16%).

Al 30 giugno di quest’anno il Comune di Palermo disponeva di un totale di 698 beni confiscati, assegnati dall’Agenzia Nazionale per i beni confiscati a partire dal 1994. Di questi, 234 sono stati assegnati dal 2012 ad
oggi.

Di questi immobili, 173 sono usati per fini Istituzionali, 120 sono stati assegnati a nuclei familiari, 128 sono già stati assegnati ad associazioni o sono in fase di assegnazione in base a precedenti bandi, 46 sono locati (in quanto già locati al momento del trasferimento al Comune da parte dell’Agenzia, con i proventi che sono destinati all’emergenza abitativa) mentre altri risultano attualmente in ristrutturazione o non utilizzabili per diversi motivi formali o strutturali. Vi sono inoltre ben 34 scuole.

Mentre in questi giorni si stanno concludendo le procedure di consegna di 11 terreni confiscati ad altrettanti soggetti della società civile che avevano partecipato al bando dello scorso anno, nelle prossime settimane, dopo l’approvazione delle Linee guida da parte della Giunta comunale, si procederà ad un nuovo bando per l’assegnazione di circa 50 fra ville, uffici e magazzini.

“Per la prima volta – spiega l’assessore Luciano Abbonato – tutte le operazioni legate al bando si svolgeranno tramite una procedura online, dalla presentazione delle istanze, alla verifica del loro iter, fino alla prenotazione della visita per quei soggetti che avranno superato la prima fase della verifica dei requisiti formali.
In questo delicato settore è infatti quanto mai fondamentale che le procedure siano trasparenti ed accessibili.”

Il bando, in linea con la legge, sarà accessibile da soggetti non profit, che vogliano realizzare o già realizzino attività di rilevante impatto sociale sul territorio.

“L’utilizzo sociale dei beni confiscati affidati al Comune di Palermo – sottolinea il sindaco – è un fatto ormai acclarato, così come è acclarato che sempre più questo ingente patrimonio immobiliare potrà diventare strumento di sviluppo e riscatto sociale.

Tanti esempi positivi di uso dei beni confiscati da parte di associazioni non profit, l’uso da parte delle scuole così come l’uso a fini abitativi di quegli appartamenti che a ciò si prestano, sono il modo migliore per dimostrare che è possibile una gestione virtuoso dei beni confiscati, che proprio per questo rappresentano un importante strumento di contrasto culturale alle mafie”.