La Fondazione Progetto Legalità in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia interviene sulla gestione dei beni confiscati in Sicilia e la bufera scatenata dal caso Saguto con un comunicato ufficiale dal titolo: “Incoerenza: cattivo esempio da cattivi maestri”.

“A seguito dell’indagine sulla gestione dei beni in sequestro – si legge nel comunicato – con grande amarezza e delusione anche personale che si somma a quella di tutta la Fondazione, apprendiamo di condotte individuali sorprendenti e non commendevoli inserite in una logica opaca, che radicalmente contrasta non solo con gli scopi e i valori della stessa Fondazione Progetto Legalità, il cui impegno si ispira all’esempio del giudice Borsellino e delle altre vittime della mafia, ma anche con la serenità necessaria al dibattito per la riforma e il consolidamento delle misure di prevenzione promosso negli ultimi anni in modo trasparente e corale nelle sedi istituzionali.

Nella speranza che ciascuno chiarisca ogni aspetto della vicenda nelle sedi opportune, cogliamo l’occasione dei provvedimenti sin qui adottati per stigmatizzare il comportamento incoerente di coloro che, nel loro ruolo, non fanno corrispondere alle affermazioni e all’agire pubblico le loro condotte private, perché, anche da un punto di vista pedagogico, rappresentano esempi quantomeno discutibili di cui francamente preferiamo fare a meno. La legalità declamata infatti non vale nulla – anzi produce effetti opposti – se non è confermata da concreti comportamenti personali”.