Il Csm ha aperto una pratica di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale nei confronti dei cinque magistrati coinvolti nell’inchiesta della Procura di Caltanissetta sulla gestione della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale del capoluogo siciliano.

La decisione della Prima Commissione dell’organo di autogoverno della magistratura è stata assunta “tempestivamente – come hanno sottolineato in una nota il presidente della Commissione Paola Balducci e il relatore Pirantonio Zanettin -, perché siamo convinti della necessità di tutelare l’immagine ed il prestigio della magistratura palermitana, cui il nostro Paese tanto deve nella lotta alla mafia”.

“La credibilità della funzione giudiziaria, in un’area connotata da una una pervasiva presenza della criminalità mafiosa, rappresenta un insostituibile baluardo a tutela della legalità”, ha aggiunto Balducci.

La bufera che ha travolto la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo è esplosa lo scorso 9 settembre, quando l’ex presidente della Sezione, Silvana Saguto, è stata
iscritta nel registro degli indagati della Procura di Caltanissetta con l’accusa di essere stata il punto focale di un vero e proprio comitato d’affari sorto attorno alla gestione dei
beni sequestrati e confiscati alla mafia. Saguto è accusata di corruzione, induzione alla concussione e abuso d’ufficio.

Secondo gli inquirenti nisseni, l’assegnazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata sarebbe stata decisa sulla base di favori che avrebbero privilegiato alcuni amministratori giudiziari piuttosto che altri.Tra questi, in particolare, l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, e su Walter Virga, figlio dell’ex membro togato del Csm Tommaso a sua volta indagato.