La situazione che ho trovato è drammatica: la nostra cultura è di risolvere i problemi quando ci troviamo ad affrontarne ma tra competenze dei magistrati e dei prefetti, pressioni dei sindacati e situazioni intricate fino all’inverosimile, a volte e’ difficile andare a fare delle scelte”.

Umberto Postiglione, neo direttore dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, nella sua prima audizione in commissione antimafia ha sottolineato come la gestione dei beni confiscati sia “immersa in una nebulosa atmosfera. Cercheremo di fare tutto il possibile – ha assicurato Postiglione, incalzato dai commissari in particolare su due casi ‘aperti’ in Sicilia, le confische Riela e 6Gdo – soprattutto quando si tratta di tutelare dei posti di lavoro e ci sono oggettivamente le condizioni per farlo. Ma come ho accettato il mandato, se serve posso rimetterlo”.

“Il mio impegno – ha aggiunto – e’ quello di fare chiarezza, ma e’ ora che l’Agenzia nelle sue tre macroaree di intervento (immobili, terreni e aziende) possa fare affidamento su professionalita’ specifiche: avvocati, persone capaci di leggere un bilancio, esperti di informatica. C’è un decreto, dovrebbe essere pronto a giorni: siamo pronti a passare ad una dimensione operativa piu’ completa e veloce”.

“Nessuno vuole processare nessuno – ha chiarito Rosy Bindi, presidente dell’antimafia ma questa e’ una Commissione di inchiesta che e’ tenuta anche ad acquisire elementi di conoscenza e ad esercitare funzioni di controllo. Da noi l’Agenzia trovera’ sempre una sana, onesta e trasparente collaborazione, sempre tesa ad ottenere risultati anche in presenza di rilievi scomodi”.