Sono saliti sul treno locale Bagheria-Palermo, stamane, alle 8, senza pagare il biglietto, e hanno iniziato la loro protesta così, mettendo in atto in modo spontaneo una forma di disobbedienza civile.

Tutti insieme, in cento, i lavoratori edili dell’Ati Group del gruppo Aiello, azienda in amministrazione giudiziaria, in abiti da lavoro, con bandiere della Fillea, cartelloni e striscioni, hanno occupato un interno vagone del treno e sono scesi a Palermo.

Dalla stazione centrale in corteo hanno poi raggiunto la sede della Prefettura. Una delegazione adesso è in attesa di essere ricevuta dal prefetto Francesca Cannizzo. Da oggi parte una settimana di mobilitazione per i lavoratori delle aziende confiscate alla mafia. Mercoledi’ anche i lavoratori dell’Immobiliare Strasburgo si riuniscono in assemblea per discutere del loro futuro.

Oggi si parte dalle aziende edili dell’ex gruppo Aiello di Bagheria, Ati Group, Emar, Ediltecnica: a undici anni di distanza dal sequestro, mentre sono tutti concentrati sul futuro dell’azienda sanitaria non esiste un progetto complessivo di gestione per il ramo edile, che occupa circa 120 tra operai edili, metalmeccanici e impiegati.

La Fillea ha inviato una nuova lettera al prefetto Francesca Cannizzo, già sollecitata nei giorni scorsi a intervenire, chiedendole un incontro per la data odierna.

“Mentre molta attenzione viene destinata alle sorti della parte sanitaria (Villa Santa Teresa), lo stesso non può dirsi per la parte edile e metalmeccanica – dice il segretario della Fillea Cgil di Palermo, Mario Ridulfo -. Ripetutamente abbiamo dichiarato la nostra contrarietà a uno ‘spacchettamento’ dei beni e delle aziende del gruppo e da tempo chiediamo un piano industriale per la gestione di tutta la confisca, che preveda anche soluzioni diverse. Attualmente la stragrande maggioranza dei lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria, mentre i pochi cantieri aperti (ampliamento Clinica Villa Santa Teresa, mattatoio di Partinico, Policlinico di Palermo) che impegnano una parte minimale dell’attuale forza lavoro, tra poche settimane termineranno”.

Ci sono anche due cantieri al momento fermi: gli Ospedali di Bronte e Biancavilla. Ma la cosa più grave, denuncia la Fillea, è che si va verso la conclusione dei cantieri senza nessuna prospettiva. “Ad oggi non c’è alcun progetto di acquisizione di nuove commesse – aggiunge Ridulfo – In questa situazione tra pochi mesi nessun lavoratore avrà garantito il posto di lavoro, vanificando anni di battaglie per la legalità e lo sviluppo che hanno visto proprio questi lavoratori preziosi ‘testimonial’ di tale principio”.