“In Sicilia non esiste un piano per la fruizione dei beni culturali e non c’è nessuna strategia per trasformare la nostra più grande ricchezza in volano di sviluppo per il territorio. Siamo una Ferrari che gira col motore di una Cinquecento“. È questa la sintesi  del primo appuntamento degli incontri tematici che, sotto l’unico slogan #diventeràbellissima, rappresentano la naturale prosecuzione dell’iniziativa dello scorso dicembre a Palermo, che ha visto raccogliersi attorno a Nello Musumeci numerosi esponenti della società civile e della politica regionale.

Ortigia, a Siracusa, ha ospitato un confronto sul tema del patrimonio culturale cui hanno partecipato Aurelio Angelini, direttore di Unesco Sicilia, Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare della Sicilia, Monica Centanni, già consigliere di amministrazione dell’Inda, e Fabio Granata, che è stato assessore regionale e oggi è direttore del distretto turistico/culturale del SudEst.

“Per la rinascita culturale della nostra regione – ha detto Granata – abbiamo un modello da seguire: è quello dello sviluppo del settore vinicolo e agroalimentare di alta qualità. Dieci anni fa sarebbe stato impensabile prevedere che il vino siciliano avesse potuto conquistare i mercati nazionali e internazionali. Così deve poter essere anche nella gestione della nostra ricchezza culturale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore di Unesco Sicilia, Aurelio Angelini, che ha lanciato l’allarme sulla “disattenzione con cui il governo regionale affronta i temi culturali e sull’occasione persa che rischia di essere l’Expo 2015: nonostante i nostri appelli, ben pochi segnali e nessun concreto atto”.

Per Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare, “le risorse disponibili, a maggior ragione quelle europee, sono state nel tempo indirizzate verso interventi che hanno lasciato poco o nulla. Basterebbe citare un esempio: esistono opere pubbliche restaurate tre volte, perché in assenza di un piano di valorizzazione sono state vandalizzate. Così si spende male e non si ottiene niente!”

La professoressa Centanni, già consigliere dell’Inda e docente universitaria a Venezia, ha evidenziato come “in assenza di un ruolo positivo da parte della politica, quindi in assenza di progetti chiari, non si possono ottenere risultati. Ma esiste – ha detto provocatoriamente – una politica che vuole ottenere risultati puntando sulla cultura?”

A Musumeci il compito di tirare le fila della manifestazione, cui hanno partecipato gli onorevoli Gino Ioppolo e Dario Falzone ed l’ex sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli: “In Sicilia non si è stati capaci di ottenere i giusti risultati con la valorizzazione del nostro patrimonio culturale essenzialmente per due ragioni: per un verso è mancato un piano economico convincente e sono mancati investimenti mirati, per altro verso la politica non si è fatta carico di far nascere dal basso, dal coinvolgimento dei cittadini, la consapevolezza che il binomio cultura/turismo può diventare il settore trainante, assieme all’agroalimentare, per la nostra economia».

Musumeci, che ha ringraziato per la loro presenza all’incontro sia l’ex assessore regionale, Mariella Sgarlata, che l’attuale soprintendente di Siracusa, Beatrice Basile, ha annunciato che “in tre mesi, dopo che completeremo il giro della Sicilia con gli incontri tematici, saremo pronti per una grande manifestazione, a Catania”. Prossimo appuntamento sabato 23 gennaio a Messina.