“Le indagini che coinvolgono il giudice Silvana Saguto e altri soggetti delineano un quadro inquietante di interessi e scambi attorno alla gestione dei beni sequestrati, sul quale la Cgil già nel 2013 aveva lanciato, unica e inascoltata voce, l’allarme. Istituzioni importanti rischiano il discredito, per questo ritengo che sia urgente l’intervento non solo dell’organo di autogoverno della magistratura ma di tutte le altre Istituzioni preposte e del Presidente della Repubblica nella qualità di presidente del Csm, per ridare credibilità a queste stesse istituzioni”: lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia.

Pagliaro ricorda che “di beni sequestrati e confiscati il sindacato si è da sempre occupato con l’intento di tutelare e rilanciare il lavoro e l’economia nella legalità, dando per questa strada un contributo alla lotta contro la mafia. Ci siamo impegnati con la proposta di legge ‘ Io riattivo il lavoro’ che oggi più che mai chiediamo venga approvata dal Parlamento in tempi brevi”.

Ed è per questo, sottolinea Pagliaro, che “giudichiamo intollerabile la situazione che sta emergendo e che getta nello sconforto noi e tutti coloro che nella società civile sono impegnati costantemente contro la mafia, molti dei quali hanno pagato con la loro vita”.

Da qui la richiesta della Cgil di “interventi istituzionali ai più alti livelli, per sgomberare il campo da ombre e dal torbido, perché la Sicilia onesta ha bisogno – conclude il segretario della Cgil – di continuare a credere nella giustizia, nello Stato, nelle istituzione tutte e ha bisogno della certezza che i propri sforzi contro la mafia, l’illegalità e la corruzione non sono vanificati da chi meno te lo aspetti”.