Il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha scritto oggi una lunga lettera al Presidente della Commissione europea, Jose’ Manuel Barroso, per scongiurare il pericolo del definitivo isolamento dell’Italia meridionale dal resto d’Europa.

L’allarme e’ scattato dopo l’analisi del progetto di bilancio comunitario per il 2020 presentato lo scorso 29 giugno a Bruxelles, che prevede – per l’Italia meridionale – una radicale rivisitazione dell’assetto del sistema di comunicazione.

La Commissione propone di cancellare il vecchio “Corridoio 1” Berlino-Palermo, per sostituirlo con un nuovo “Corridoio 5” Helsinki-La Valletta. A prima vista, la novita’ potrebbe apparire marginale: un allungamento del tracciato per includere i nuovi territori che sono entrati a far parte dell’Unione.

Il documento elaborato dalla Commissione, invece, modifica l’asse di “scorrimento” del traffico di merci e passeggeri, che non si muoverebbe piu’ secondo la direttrice nord-sud, ma che a Napoli interromperebbe il suo percorso naturale verso il confine meridionale d’Europa per deviare verso Bari da dove, attraverso una nuova “autostrada del mare”, si collegherebbe al porto di La Valletta, a Malta.

Di qui l’intervento del Presidente della Regione siciliana, che ha chiesto un incontro urgente sia al Presidente della Commissione europea che a tutti i rappresentanti istituzionali che – in questa fase – hanno la possibilita’ di esprimere un parere utile a modificare questa scelta: dal rappresentante italiano, Antonio Tajani, al commissario dei trasporti Siim Kallas; dal commissario alle relazioni esterne Catherine Ashton, al responsabile delle politiche di vicinato, Stefan Fule, fino al commissario per le politiche regionali Johannes Hahn.

Lombardo vuole dimostrare che la proposta della Commissione sarebbe “logica” solo se aggiuntiva all’attuale impostazione del sistema dei trasporti nell’Italia meridionale. E che l’attuale formulazione non e’ soltanto illogica dal punto di vista geografico ed economico, ma viola anche i principi di coesione territoriale, sociale ed economica, su cui si fonda proprio il Trattato dell’Unione europea.

C’e’ tempo fino al 21 settembre, quando la Commissione dovra’ “ufficializzare” la sua proposta, per affidarla al lungo processo di co-decisione che coinvolge il Parlamento europeo, il Comitato delle Regioni, il Comitato economico e sociale e, infine, il Consiglio dei ministri europei.

Secondo Lombardo, non solo la proposta e’ contraria ai principi dell’ordinamento europeo, ma contrasta in maniera stridente con il regolamento comunitario 913, che disciplina dal 2010 il traffico merci. L’anno scorso, infatti, tenendo gia’ conto delle adesioni nord europee, il Regolamento ha tracciato per le merci un “corridoio 4” che corre da Stoccolma fino a Palermo.

Ma le ripercussioni piu’ gravi, sottolinea il Presidente della Regione Siciliana, riguardano il piano nazionale dei trasporti: senza un collegamento di primo livello, nessuna infrastruttura progettata a sud di Napoli avrebbe piu’ un “fondamento” economico: dall’asse autostradale a quello dell’alta velocita’, “passando per il ponte sullo Stretto, per finire alla rete di porti ed aeroporti di Calabria e Sicilia”.

Tutte le opere realizzate, appaltate o solo progettate, diverrebbero “antieconomiche” per definizione: uno scenario antitetico rispetto la programmazione nazionale, che prevede di dotare il mezzogiorno di un livello adeguato di infrastrutture.

Una inversione di tendenza che vanificherebbe investimenti gia’ fatti per miliardi di euro: dalle opere previste dalla legge obiettivo, all’appalto per la progettazione e la realizzazione del ponte sullo stretto.

Per scongiurare questo scenario, Lombardo ha deciso di sollecitare l’intervento del governo nazionale, attraverso il Presidente del Consiglio dei ministri.

Ma ha anche preannunciato che la Sicilia chiedera’ di partecipare a tutte le fasi di formazione del parere che il governo italiano dovra’ esprimere sulla proposta della Commissione.

Le leggi attuative della modifica costituzionale del 2001, prevedono infatti due novita’ importanti rispetto al processo decisionale sulle questioni europee: adesso le Regioni esprimono, formalmente, il loro parere all’interno della Conferenza Stato/Regioni. Ma e’ previsto anche che facciano attivamente parte della delegazione nazionale incaricata dei negoziati che precedono le decisioni del Consiglio europeo.

ga/ef

141656 Lug 11 NNNN

Ufficio Stampa
Presidenza della Regione Siciliana.
Tel. +39 091 7075300 Fax. +39 091 7075184
web: www.regione.sicilia.it – e-mail: ufficiostampa@regione.sicilia.it