E’ un Silvio Berlusconi nostalgico quello che si collega al telefono con un grande albergo di Mondello a Palermo dove si svolge la convention della ripartenza del centrodestra italiano organizzata dall’europarlamentare Salvatore Cicu. Nostalgico del 61 a 0 che lo ha portato a rimettere Miccichè commissario del partito nell’isola proprio ieri.

Ed infatti proprio da lì bisogna ripartire secondo il cavaliere per ricostruire il centro destra che dalla Sicilia può riconquistare la scena. Non è un caso se in questi due giorni a Palermo sono arrivati tutti i leader di tutti i movimenti che gravitano intorno al centro destra italiano.

“So che avete già parlato del disastroso governo Crocetta”. E’ iniziato così l’odierno intervento telefonico di Silvio Berlusconi in occasione del convegno ‘Sicilia, un’isola speciale in testa’, iniziato ieri pomeriggio a Mondello, alle porte di Palermo.

Non mi soffermo – ha tuonato Berlusconi – ma devo sottolineare come si stiano perdendo i fondi comunitari, non funzioni il sistema di raccolta dei rifiuti e così via. Sono assurdamente convinto che se riusciremo a presentare una proposta concreta e convincente potremo riportare gli amici siciliani sulla nostra strada. Ricordo il 61 a 0 e sono convinto che la Sicilia non sia una regione di sinistra. Bisogna dimostrare di essere in grado di rispondere alle esigenze e ai problemi dei siciliani per poter ottenere la loro fiducia”.

Il presidente di Forza Italia ha poi affrontato problemi nazionali e internazionali come il rischio terrorismo che vede la Sicilia al centro delle operazioni militari francesi nonché dell’entroterra dei migranti definendo il terrorismo Isis un cancro mondiale.

Quindi nel suo intervento telefonico ha ricordato: “C’è una emergenza democrazia in Italia, siamo al terzo governo non eletto dopo che ci è stata scippata la vittoria nelle ultime elezioni libere. Il partito democratico di Renzi ha solo il consenso di un italiano su sei e sulla base di questo consenso che non è neanche suo governa e cambia la costituzione”.

E ancora: “Nonostante cambi la costituzione Renzi rischia di perdere e far perdere l’Italia. Ha perso 9 punti in dieci mesi e se non dovesse raggiungere il 40% alle prossime elezioni, cosa possibile, tutti i sondaggi ci dicono che al ballottaggio con i 5 stelle perderebbe. Renzi rischia di consegnare l’Italia a questa banda di balordi”.

Poi Berlusconi passa ad argomentare dati alla mano: “Oggi forza Italia é al 12.5% secondo gli ultimi sondaggi ma noi abbiamo effettuato una verifica intermedia e negli ultimi 20 giorni siamo risaliti al 25.8% di coalizione. Questo con dice che lavorando e ripartendo siamo in grado di risalire. Anche per questo dobbiamo ripartire tutti insieme. FORZA Italia con Silvio Berlusconi può risalire e riportare la coalizione insieme a riconquistare quel 40% necessario per far tornare in ‘Italia una piena e completa democrazia“.

“Appena sono sceso nuovamente in campo – ha concluso Berlusconi – si è risvegliata la magistratura politicizzata e mi é  arrivato il 66esimo attacco. Ma gli italiani non si faranno ingannare. C’è bisogno di sicurezza e di meno tasse perché sono queste ledue cose che fanno ripartire il paese. Dobbiamo riolgerci al 55% degli italiani che non hanno votato perché  delusi, italiani non di sinistra ne esacerbati. Sono sfiduciati e rassegnati. A noi il compito di motivare questi 26 milioni di italiani. Dobbiamo far partire una grande crociata di democrazia e libertà indirizzata a questi 26 milioni per convincerli con il nostro programma di nuovo rivoluzione liberale”.

“Programma chiaro che deve comprendere pensioni minime a 1000 euro, abolizione di Equitalia,  contante col limite a 8000 euro, via tasse sulla casa, alle imposte di successione e via Irap sulle imprese. Bisogna dar vita alla Flai Tas ovvero imposta piatta uguale per tutti al 22 o 24%. Nel settore della giustizia serbe la riforma delle intercettazioni e la non appellabilita delle sentenze di assoluzione. Dobbiamo realizzare quel programma che negli ultimi 30 anni non ci hanno fatto fare”

Nessun altro accenno a Micciché e al commissariamento di Forza Italia in Sicilia.  Ma qui e oggi era il tempo di Cicu e del popolo di centrodestra da motivare.