La sbornia televisiva di se stesso che Berlusconi ci ha inflitto non è ancora finita: dopo l’imbarazzante monologo con Barbara D’Urso, le telefonate mattutine con Belpietro, la comparsata nel salotto di Bruno Vespa, lo spottone a Quinta Colonna di Del Debbio e le incursioni in radio, il Cavaliere approda di nuovo alla televisione pubblica per farsi intervistare da Massimo Giletti.

Il dibattito parte dalla conferenza stampa di fine anno di Mario Monti. Giletti lancia un servizio che ricorda le principali affermazioni del Professore sul Cavaliere pronunciate in settimana. Le immagini mostrano il premier che parla di un quadro di comprensione mentale che sfugge.

“Mi spiace che gli sfugga la linearità del mio comportamento”, dice Berlusconi. “C’è stata una congiura politico mediatico finanziaria che insieme alla diaspora di Fini ci ha portato a perdere quasi la maggioranza in parlamento, e poi scoppiò lo spread”. Poi, dopo una domanda di Massimo Franco, a Giletti rimprovera: “Se non mi fa parlare me ne vado!”.

“Dottor Giletti, se lei mi interrompe posso anche smettere di parlare”, ha gridato il Cavaliere, alzatosi dalla sedia, al conduttore di Domenica In che lo aveva interrotto. “Lei sta facendo una cosa di disinformazione che non le rende onore”, dice alzandosi due volte e minacciando. “Se mi interrompe un’altra volta mi alzo e me ne vado”.

“E’ la quarta volta che interrompe… Diamo spiegazioni agli elettori, mi ha fatto una domanda sul presidente Monti e non mi ha lasciato rispondere. Me ne vado? Vuole che me ne vada? Allora la saluto e me ne vado. Non si può ragionare così…”, afferma l’ex premier. Il conduttore Giletti prova a quel punto, con successo, a sedare l’ira del Cavaliere: “Serve il dialogo” in un dibattito. Giletti stuzzica il premier sulla precedente intervista di Barbara D’Urso, a Domenica Live: “Lei è abituato alla D’Urso”, dice l’intervistatore all’ex premier. “Lei deve imparare dalla signora D’Urso”, controreplica Berlusconi.

Quando la trasmissione ritorna alla normalità si entra nel merito dei problemi del paese e delle ipotesi di governo dopo le elezioni politiche del 24 febbraio. Berlusconi ne approfitta per attaccare ancora una volta il premier Monti e l’esecutivo dei tecnici: “Da quando è arrivato il governo tecnico tutto è andato a precipizio. Quella di Monti è un’operazione che arriva dalla Germania e noi non avevamo alcuna responsabilità di quello che stava succedendo. Il governo tecnico ha applicato la linea imposta dalla Germania di rigore e austerità che porta ad aumento debito pubblico e recessione”.

Non mancano le frecciate agli avversari: “Stanotte – ha raccontato l’ex premier – ho avuto un incubo c’era Monti al Governo, Ingroia alla Giustizia e non le dico cosa faceva la Bindi…”. Il Cavaliere dice no alla candidatura dei condannati alle prossime politiche: “Non metteremo in lista persone con condanne definitive. Avremo persone che vengono dal mondo delle imprese, del lavoro, delle professioni, giovani sindaci, e anche persone che vengono dalla cultura e dallo sport. Confermeremo i parlamentari che si sono rivelati capaci”. Berlusconi non aspetta a rivendicare meriti per l’operato dei suoi governi: “Mettendo insieme tutti i 57 governi precedenti non si arriva a fare tutte questi cambiamenti che noi abbiamo fatto per migliorare la vita degli italiani”.

L’ex premier si dice disponibile alla partecipazione alla trasmissione di Michele Santoro Servizio Pubblico, in onda su La7: “Certo che ci vado”, “Travaglio mi è troppo simpatico…”. “Dopo un anno di assenza e il prevalere della disinformazione – dice il Cavaliere – spero di spiegare agli italiani cosa sta succedendo”. Per l’ex premier “più c’è scontro e più la realtà emerge”.

C’è spazio anche per le proposte da campagna elettorale. Berlusconi non rinuncia alla promessa della riduzione delle tasse sugli immobili. “La casa è sacra, abbiamo già abolito nel 2008 l’Ici sulle prime case e nel primo Cdm aboliremo Imu”, che è una “mazzata” per i cittadini. Infine, ancora una frecciata al premier: “Monti è umanamente gradevole, ma è un professore. Non è mai stato nella trincea del lavoro, non è mai stato protagonista dell’economia. Di errori questo governo tecnico ne ha fatti troppi”. Insomma, il Silvio di sempre.