“Paolo Borsellino è vivo in molti luoghi, in molti appuntamenti, anche qui a Santa Maria di Licodia. Qualcuno ha detto che sarebbe giusto commemorare la figura di Borsellino tutti assieme, in un’unica grande manifestazione. Non sono d’accordo e sono felice che gli stessi fratelli del magistrato abbiano affermato che il ricordo diffuso, forse frammentato ma condiviso, è un bene per la memoria”. Lo ha detto il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Berretta, partecipando questa mattina a Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania, alle cerimonie per il ricordo del ventunesimo anniversario della strage di via D’Amelio dove persero la vita il giudice Borsellino e gli uomini della sua scorta.

Durante l’iniziativa, a cui ha partecipato tra gli altri l’ex magistrato Antonio Ingroia, è stato inaugurato il “Muro della Legalità”, opera dedicata alla memoria dei giudici Borsellino e Falcone realizzata da Alfredo Scandurra, e successivamente si è svolto il dibattito “Legalità oggi” nell’Aula consiliare del Comune.

E’ un bene che il giudice Borsellino sia vivo non solo nel giorno dell’anniversario della strage ma tutto l’anno attraverso tante iniziative, alimentate anche dalla ricerca della compiuta verità su quel tragico giorno – ha sottolineato Berretta – .Le stragi di Capaci e di via D’Amelio hanno segnato la storia d’Italia, ma mostrarono anche la reazione di un popolo, di un intero Paese al male e l’indignazione per una volta si trasformò in ribellione collettiva alla mafia e alla criminalità che non fu solo emotiva ma anche morale”.

“Di quella speranza, e non solo nella lotta alla mafia, oggi abbiamo un grande bisogno, per combattere la crisi, per uscire da una situazione di grande difficoltà” ha concluso Berretta che ha sottolineato “l’importante modifica del 416ter approvata dal Parlamento, fatto positivo per recidere il legame tra mafia e politica”.

Infine Berretta ha voluto ricordare il caso di Emanuele Feltri: “Un giovane che sta lottando per la libertà di fare impresa in un posto difficile come la Valle del Simeto – ha detto il sottosegretario alla Giustizia, che ha più volte incontrato l’imprenditore di Paternò vittima di minacce per le sue denunce – La sua è la testimonianza che l’esempio di Borsellino e Falcone, di chi non arretra davanti alle minacce, è vivo e va perseguito giorno per giorno senza arrendersi o scoraggiarsi”.