Riforma della Giustizia in Italia, indulto e sovraffollamento carceri, carenza di organico e di strutture. A Catania, a margine della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario, il sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Berretta ha affrontato alcuni temi che riguardano il settore della giustizia.

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La riforma della Giustizia – “C’è attesa rispetto ad una riforma sulla Giustizia – ha detto Berretta – ma soprattutto rispetto a misure concrete. n questo senso questi mesi sono stati molto impegnativi, ma anche proficui nei quali si è affrontata e perlomeno ridotta l’emergenza carceraria e si è tentato di avviare a soluzione altri problemi come la lentezza della giustizia civile nel suo complesso. Ci sono tensioni con l’avvocatura, ma credo che l’auspicio che dobbiamo tutti esprimere è quello di agire concretamente perché questo auspicio si trasformi in realtà e che il 2014 sia davvero l’anno nel quale risolvere i tanti problemi della giustizia italiana. La cosa positiva è che finalmente è tornato un tema nell’agenda politica, nell’azione di Governo e all’attenzione da parte dei media e nella considerazione da parte dei cittadini. E questo è un dato fondamentale per qualunque tipo di riforma”.

La questione dell’indulto e il sovraffollamento carceri – “Va detto che noi siamo passati da 69mila detenuti, a fronte di una capienza di circa 41mila ad una riduzione sostanziale per cui siamo oggi intorno ai 60mila – ha aggiunto il sottosegretario alla Giustizia – quindi l’azione che è stata messa in atto è un’azione significativa. Al tempo stesso si sono realizzati nuovi posti-detenuto all’interno delle carceri italiane e pensiamo di arrivare al numero di 50mila nell’arco di 12-14 mesi. E’ vero però che tutte queste misure rischiano di essere ancora inadeguate rispetto alla pronunzia della Cedu che non lascia spazio ad interpretazioni. Entro il 28 maggio si dovrà raggiungere l’obiettivo di garantire a tutti i detenuti condizioni adeguate e rispettose della loro dignità. Dobbiamo correre, lo stiamo facendo, è chiaro che misure clemenziali come indulto è amnistia risolverebbero il problema, ma sappiamo che c’è una forte resistenza da parte di tutte le forze parlamentari”.

 A Catania carenze di organico e di infrastrutture – “Sul fronte del personale noi abbiamo completato l’iter di un concorso per magistratura – ha concluso Berretta – avviato il secondo e programmato il terzo e quindi in questo senso ci sono importanti novità. E’ chiaro che sul fronte del personale amministrativo e di cancelleria c’è un impegno specifico attraverso una mobilità. Sul fronte infrastrutturale sappiamo che c’è un’ipotesi di soluzione che è quella dell’Ascoli Tomaselli, ma rimane insoluto il nodo del Palazzo delle poste. Noi crediamo e il Ministero è assolutamente disponibile a collaborare con il sindaco di Catania, con il presidente della Regione e con i rappresentanti della giustizia a livello territoriale per liberare il palazzo delle poste dal vincolo attuale e utilizzare quelle importanti risorse che sono state investite per quell’acquisto per altre eventuali finalità”.

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