L’assessore all’Economia della Regione siciliana, Luca Bianchi lo sa. Il suo compito sarà difficile. E la manovra di variazione di bilancio che ha praticamente già pronta non gli consentirà di fare troppi spostamenti. I paletti della finanziaria regionale sono rigidi e il giudizio di parifica della Corte dei Conti che è arrivato ha rilevato criticità che conosceva bene.

“Certo che lo sapevamo. I residui attivi iscritti in bilancio su cui si è concentrato l’esame della Corte dei conti sono un problema che abbiamo affrontato noi per primi”.

Ieri, approvando l’incremento del fondo rischi e portandolo a 200 milioni.

“Portandolo a 200 milioni appunto. Perché il fondo rischi era stato previsto nella nostra finanziaria di previsione. Avevamo sentore che non fosse sufficiente. D’altronde i residui attivi sono in tutto 15 miliardi di cui una grande parte costituita da mancati trasferimenti dallo Stato e che si sono formati dal 2001 ad oggi. In più, e questo lo ha accertato la corte dei Conti, un fondo rischi creato appositamente a garanzia di questi residui attivi è stato prosciugato per far fronte al buco di bilancio di una precedente finanziaria. Noi stiamo operando in controtendenza e i magistrati contabili in alcune parti della loro relazione lo hanno sostenuto. Non ci hanno detto che siamo bravissimi ma che qualche segnale di cambio di marcia c’è”.

Quindici miliardi ha detto…

“Quindici miliardi ma quelli su cui si è concentrato l’esame della Corte dei Conti sono i 3 miliardi e seicento milioni che collimano con i nostri accertamenti che provengono dalle mancate entrate tributarie. Dovremo prenderci l’impegno a toglierli dal bilancio. E il fondo che prevediamo di incrementare di 300 milioni l’anno a partire dal prossimo anno ci consentirà in 5-10 anni – questo è il lungo termine che ragionevolmente ci si può porre – di farlo”.

Voi sapevate del giudizio critico della corte dei Conti. Non è un caso, insomma, che abbiate varato il provvedimento ieri.

“Di certo l’impegno assunto ieri dalla giunta è stato l’elemento determinante per la parifica che è arrivata. E’ vero che c’era il sentore ma è anche vero che l’assestamento di bilancio è una legge che va approvata prima della parifica. Lo prevede la legge. D’altronde nel bilancio 2013 abbiamo sterilizzato il buco di un miliardo di euro che c’era con misure di spending review e contrattando con lo Stato lo sblocco di alcuni fondi. Non nascondo che ci sono difficoltà ma il nostro lavoro che era quello di mettere in sicurezza i conti lo abbiamo fatto. Non c’è alcun default in vista. Ci mancherebbe. D’altronde la parifica lo dimostra. Il bilancio è in pareggio altrimenti non sarebbe stato parificato”.

E le prossime leggi di spesa? Come vi comporterete? 

“Ci lavoriamo. Non sarà facile”.

Mentre invece c’è la variazione di bilancio da varare e far approvare dall’assemblea.

“Il via libera della Corte dei Conti di oggi per noi è un grande risultato. Ci consente di dimostrare che non va fatta una manovra correttiva. Sulla variazione non ci sono grandi spazi di manovra: sostanzialmente potremo fare solo una compensazione alle province in vista della legge di riforma che costituirà i consorzi dei Comuni. E poi, però, va detta un’altra verità: le risorse alla Regione non mancano. Abbiamo tanti di quei soldi fra i fondi strutturali da spendere che dovremo  mettere in campo un obbligatoria capacità creativa e propositiva . Su quello dovremo concentrarci e lo dovranno fare i dirigenti”. 

E con l’Irfis, assessore? Rosa ha rinunciato?

“Il presidente Rosa ha rinuncia: dobbiamo insediare un nuovo presidente. Mi impegno a risolvere la questione il prima possibile, entro la prossima settimana.