I 519 collaboratori scolastici precari, in servizio nelle scuole di Palermo e provincia, sono scesi in piazza per protestare contro il provvedimento del governo nazionale che li esclude dal percorso di stabilizzazione. La vertenza riguarda i lavoratori delle cooperative Comitini, Pubblica Istruzione, 30 Aprile, Service, Istruzione Pubblica, convenzionate dal 2000 con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo. Sono tutti provenienti dal bacino degli Lsu, il loro contratto scadrà a fine anno e non ricevono lo stipendio da sette mesi.

I cosiddetti ‘bidelli’ denunciano di essere stati particolarmente penalizzati rispetto ai loro colleghi di altre città d’Italia. E per questo motivo il corteo partito da Piazza marina si è concluso a Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo.“Intendiamo sensibilizzare il sindaco Orlando – spiega Francesco Amato segretario generale Felsa Cisl Palermo Trapani – sul forte disagio vissuto ormai da troppi mesi. Da marzo i collaboratori scolastici precari di Palermo non ricevono lo stipendio e non sono stati inseriti nei percorsi di stabilizzazione che verranno adottati dal ministero della Pubblica Istruzione. Senza queste figure professionali nelle scuole verrebbe a mancare non solo il servizio di pulizia ma anche di vigilanza, accoglienza, assistenza agli studenti”.

La Cisl non esclude altre forme di protesta se le loro richieste non saranno ascoltate. “La stabilizzazione dei 519 collaboratori scolastici – sostiene Amato – deve essere inserita nel decreto nazionale sui precari della pubblica amministrazione. Chiediamo al governo Crocetta di intervenire nei confronti dell’esecutivo nazionale per fare in modo che ciò avvenga”.