Arriverà in giunta di governo solo lunedì il documento economico e finanziario della regione siciliana base per giungere ad una approvazione dell’esercizio provvisorio ed avviare la discussione sul bilancio della regione da approvare, così, entro il 30 aprile.

Un documento che porta quasi due mesi di ritardo. Un ritardo fortemente contestato da tutti a cominciare dal presidente dell’ars Giovanni Ardizzone. Ma non ci sta il nuovo assessore all’economia Alessandro Baccei che ricorda di essersi insediato solo il 5 novembre e di avere di fronte un lavoro estremamente complesso svolto in poche settimane.

Volano, dunque, parole grosse con Baccei che accusa il Parlamento regionale di tempi da caffè ai quali lui non può stare ed i parlamentari di maggioranza ed opposizione che gli ricordano come all’Ars ancora non sia arrivato nulla e se di ritardi si deve parlare questi vanno attribuiti al governo e non certo al parlamento. Parlamentari che arrivano a definire, per bocca del deputato di opposizione Totò Cordaro “Baccei becchino dell’Autonomia siciliana”.

Polemiche e parole grosse a parte la situazione è veramente critica. Manca un miliardo di euro rispetto alle entrate in previsione 2014 e l’assessore all’economia, nella sua relazione, scende giù con la mannaia. Niente soldi per forestali, consorzi di bonifica, società partecipate, Esa, politiche sociali e comunità alloggio. Tagli trasversali ai trasferimenti ai comuni e perfino al cofinanziamento della cassa integrazione in deroga.

La situazione è tale che la Sicilia potrebbe rinunciare ai fondi comunitari non essendo in grado di far fronte alla quota di co – finanziamento richiesta dall’Ue. Una situazione disastrosa a fronte della quale c’è il rischio che il bilancio non si chiuda affatto. Una eventualità della quale Baccei non vuole neanche sentir parlare e che taccia come polemica irresponsabile invitando tutti al silenzio in attesa del suo documento ufficiale