Tenere sotto scacco Crocetta e compagni. Sempre pronti a ‘scaricarlo’ non appena qualcosa non torna. Sembra essere questa la strategia romana per ‘governare’ la Sicilia a distanza. Ed in questo quadro si inserisce l’anomala notizia di una imminente impugnativa del bilancio 2014 della Regione da parte del Consiglio dei Ministri.

Uno spauracchio più che altro visto che, anche se dovesse arrivare, l’impugnativa sarebbe anomala e contraddittoria. Il bilancio 2014, quello redatto dall’allora assessore Roberto Agnello, infatti, è stato approvato dall’Ars quando ancora la competenza sul controllo era del Commissario dello Stato per la Regione siciliana, ora abrogato con sentenza dell Corte Costituzionale almeno nelle funzioni di controllo preventivo sulle norme.

Se, dunque, queste norme hanno già passato il vaglio come potrebbe, oggi, il Consiglio dei Ministri impugnarle? Cosa diversa sarebbe impugnare l’esercizio provvisorio  che non ha passato alcun vaglio. Lì i profili ci sono tutti e lo stesso Baccei lo aveva detto chiaramente di aver fatto un poco di rimescolamento di carte in attesa di sistemare il bilancio definitivo. Ma quell’esercizio provvisorio passa già proprio per le mani dell’assessore Baccei, emissario romano a tutti gli effetti e dunque smentire il proprio uomo sarebbe quantomeno anomalo. a meno che non sia una exit strategy proprio per ritirare gli emissari romani

E Baccei, infatti, si dice tranquillo. A Roma ha mandato le controdeduzioni del caso ed è certo che non ci saranno impugnative. D’altronde la minaccia dell’impugnativa serve a tener buono Crocetta. Insomma una contromossa all’annuncio di una impugnativa della Finanziaria Renzi relativamente alla revoca dei Fondi Pac annunciata dalla Regione.

Un confronto a sciabolate, dunque, fatto di annunci principalmente. Altro che percorso comune fra Roma e Palermo. Il nodo sarebbe legato al rapporto tra entrate e spese che il ministero calcola su 12 mesi mentre il bilancio provvisorio è tarato su 4 mesi.

“Mi sembra più una questione burocratica e istituzionale che politica – commenta il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti -. Sarebbe curiosamente contraddittorio che il governo Renzi possa impugnare il bilancio provvisorio per un fatto di date, mettendo a rischio migliaia di lavoratori precari, proprio mentre l’assessore all’Economia è espressione del governo nazionale e del presidente della Regione a garanzia del rapporto istituzionale. Mi sembra paradossale”.