Un episodio di “una gravità inaudita che sta creando un vero e proprio caos nella Regione Siciliana e disagi immensi per i cittadini”. Lo afferma il Codacons, intervenendo in merito al blocco informatico che sta interessando tutti gli uffici pubblici della Sicilia.

“Presentiamo oggi stesso un esposto a tutte le Procure della Repubblica siciliane, chiedendo di indagare per interruzione di pubblico servizio
– spiega il Codacons – Vogliamo capire di chi siano le responsabilita’ della sospensione di servizi essenziali per i cittadini, e i responsabili saranno chiamati a risarcire gli utenti”. Chi infatti in queste ore ha subito conseguenze per il blackout informatico, potra’ rivalersi sui colpevoli che saranno individuati dalla magistratura.

La Fp Cgil sta invece preparando  una class action. “Nè più tollerabile che i servizi informatici della Regione siano in mano ai privati che, grazie all’ignavia del governo regionale, possono permettersi di ricattare la Sicilia ogni volta che gli piace”. Lo dicono Michele Palazzotto ed Enzo Abbinanti, rispettivamente segretario generale e componente della segreteria regionale della Fp Cgil che chiedono polemicamente “come mai nessun organo istituzionale preposto abbia ancora ritenuto opportuno avviare una denuncia penale per interruzione di pubblico servizio”.

Nel programma del governo Crocetta era previsto il superamento dell’appalto esterno per la tenuta e gestione della banca dati attraverso l’istituzione di un ufficio ad hoc all’interno della Regione: l’ufficio è stato istituito ma, denuncia Fp Cgil Sicilia “non è mai andato pienamente a regime considerato che il servizio viene sempre espletato da Sicilia e-Servizi e che il server è ancora nelle mani dell’ex socio privato”.

“Ci aspettiamo che il governo regionale risolva senza indugio questa vergognosa vicenda per garantire gli stipendi dei lavoratori ed i servizi ai cittadini – concludono Palazzotto ed Abbinanti – altrimenti saremo noi a promuovere una class action e qualunque altra iniziativa legale a tutela e garanzia di diritti essenziali che la pubblica amministrazione deve garantire”.