Giuseppe Vivirito, l’ispettore della polizia municipale di Palermo, finito in manette per corruzione, svolgeva il suo servizio nel nucleo dello Sviu che si occupa di contrastare la formazione delle discariche e multare chi non rispetta gli orari di conferimento della spazzatura.

Il nucleo è composta da venti uomini che per lo più operano in borghese. Il 14 febbraio 2012 due vigili urbani si presentarono nel parcheggio lavaggio Europark di Antonino Calvaruso per verificare il possesso delle licenze. I due agenti si rendono conto della mancanza delle licenze.

A questo punto Calvaruso chiama l’ispettore Vivirito che parla al telefono con un suo collega di nome Marcello. I due agenti nonostante abbiano constatato l’assenza della licenza e di altre autorizzazioni propedeutiche ed ovviamente necessarie per esercitare l’attività economica del parcheggio – autolavaggio, si accordano con il loro collega Vivirito, per limitarsi a lasciare un avviso, rinviando ogni ulteriore discorso presso il loro ufficio. “Marcello”, quindi, temporaneamente desiste dalla comminazione di una sanzione amministrativa a carico dei Calvaruso, lasciando loro un invito ad esibire presso gli uffici della P.G. operante la prevista documentazione inerente l’attività dell”Europark.

Al contempo, però, si accorda col collega Vivirito ad incontrarsi in ufficio per trovare insieme una soluzione alternativa o che, comunque, possa ridurre al minimo il delineato danno economico al Calvaruso.