“Vi invitiamo a non approvare gli emendamenti presentati dal Governo al disegno di legge sui Consorzi esitato dalla I Commissione”.

E’ il contenuto di un messaggio con il quale i dipendenti delle province siciliane stanno inondando la rete. Centinaia di mail dal contenuto identico stanno arrivando, in queste ore, in tutte le redazioni, ai deputati regionali, agli amministratori locali ed a chiunque possa essere a vario titolo coinvolto nell’approvazione della riforma delle province. Testo identico firma diversa.

La mail parte, inizialmente, dalla Provincia di Caltanissetta, ma si allarga, poi, ai dipendenti di diverse altre province siciliane.

“Più si fraziona la governance del nostro territorio più aumenta la spesa pubblica che graverà sui siciliani, già allo stremo di ogni possibile limite di sopportazione economica. Desistete dalla pericolosa strada intrapresa dal Governatore”.

L’iniziativa intrapresa da molti dipendenti delle nove Province regionali che hanno inviato questo testo agli indirizzi di posta elettronica dei capigruppo all’Ars e delle stesse formazioni politiche di Palazzo dei Normanni sembra tesa non a bloccare in toto la Riforma ma a fermare gli emendamenti governativi presentati nell’ultima bozza della scorsa settimana.

In uno dei messaggi, recapitati anche alle testate giornalistiche, viene specificato che “bisogna lottare pacificamente affinché la politica faccia i dovuti passi indietro nel supremo interesse del territorio isolano ed al fine di iniziare a dare serie risposte alle collettività siciliane ed a NOI dipendenti provinciali”.

I dipendenti provinciali che hanno inoltrato la lettera aggiungono che era stato previsto un sit-in davanti Palazzo dei Normanni, “ma la tempistica per le autorizzazioni delle autorità competenti non ci consente di rispettare la scadenza di domani e neanche è stato possibile programmare in adeguato anticipo il sit-in in relazione alla circostanza che il testo presunto definitivo del disegno di legge è stato di fatto reso disponibile, solo ai deputati, giovedì scorso”.

Le province, di fatto, sono da sabato completamente senza guida. Scaduta la proroga ordinaria dei Commissari, dal 15 febbraio nessuna scelta può essere operata. Anche per pagare gli stipendi non c’è nessuno che possa firmare le procedure burocratiche. Perché la situazione si sblocchi occorre la pubblicazione di una nuova legge o l’indizione dei comizi elettorali e la contestuale nomia dei commissari che gestiscano gli enti fino alle elezioni.

Ma il governo non ha alcuna intenzione di procedere all’indizione dei comizi elettorali. Domani all’Ars riprenderà la discussione sulla riforma, senza accordo e senza maggioranza ma per il presidente Crocetta o si fa questa legge o si blocca tutto.