A Temini Imerese va in scena l’ennesimo fallimento. Anche Bluetec si sarebbe sfilata dal progetto di rilancio dell’ex Fiat. Un fallimento per nulla a sorpresa, visto che da tempo il Movimento 5 stelle aveva cercato di mettere tutti sul chi vive.

Oggi – afferma Riccardo Nuti, deputato alla Camera – anche la Blutec, l’ultima società fantoccio, si è rivelata un bluff, come avevamo denunciato con oltre nove mesi di anticipo, per l’assenza di un piano industriale e degli investimenti necessari.

La Blutec, così come la precedente Grifa, fanno parte di una giostra, con dietro sempre l’ombra della Fiat, che da anni prende in giro i cittadini e gli operai tramite aziende vuote, promesse di rilancio, con l’unico risultato di sperperare soldi pubblici.

Il principale attore di questa giostra, assieme al ministero del Lavoro, è il ministero dello Sviluppo economico, divenuto in questa vicenda il ministero dello Spreco economico, che ha continuato ad alimentare questa giostra con finte aziende per finti progetti, quando era evidente a tutti che si trattava di scatole vuote, utili solo per erogare cassa integrazione, senza creare nessun rilancio economico. E per questo De Vincenti, responsabile istituzionale del tavolo di crisi, coinvolto anche nello scandalo Tirreno Power, dovrebbe essere cacciato”.

“In questa farsa – continua Nuti – hanno avuto un ruolo fondamentale i sindacati e i politicanti locali: i primi, colpevoli di aver illuso i lavoratori e di aver sempre contrastato chi denunciava la truffa, pur di ottenere la cassa integrazione, i secondi responsabili di aver aggirato i cittadini in cambio di voti e di aver dimostrato la mancanza di una lungimirante visione politica e industriale”.

“Lo scorso luglio – conclude Nuti – abbiano nuovamente denunciato l’inconsistenza del progetto Blutec, chiedendo la pubblicazione della relazione tecnica sullo stato di attuazione degli interventi, che avrebbe dovuto giustificare l’erogazione della cassa integrazione dopo giugno. Alla luce del mancato avvio di questo accordo, la cassa integrazione non dovrebbe essere erogata”.

Sulla questione interviene anche il capogruppo M5S all’Ars, Giorgio Ciaccio. “Da sempre – dice – denunciamo, come predicatori nel deserto, l’inconsistenza di questi progetti e, purtroppo, i fatti ci hanno dato sempre ragione. Non abbiamo la palla di vetro, ci limitiamo solo ad analizzare bene i fatti, cosa che nessuno, a quanto pare, ha mai voluto fare. Delle due, quindi, l’una: o c’è stato sempre pressappochismo e incompetenza, o truffa. A questo punto non sarebbe male che sulla vicenda intervenisse la magistratura”.