Gli importi indebitamente versati dal 21 luglio al 31 dicembre 2011 nelle bollette dell’acqua dovranno essere restituiti ai cittadini. 

Con parere richiesto dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all’indomani del referendum, il Consiglio di Stato da ragione al Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, e si esprime negativamente circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% a favore dei gestori privati presente nelle bollette. In sostanza, le bollette consegnate ai cittadini sarebbero illegittimamente gonfiate e non rispetterebbero la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone.

Viene dunque confermato quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta.

I gestori dovranno ricalibrare le bollette. Il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua lo dice da più di un anno e lo ha messo in pratica con la campagna di “obbedienza civile”, con cui decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno ridotto le proprie bollette per contrastare la violazione democratica.

Oggi, questa sentenza rafforza la necessità di rispettare il referendum del 2011 e delegittima le scelte che hanno guidato l’AEEG nella formulazione della nuova tariffa, emessa un mese fa, in cui “la remunerazione del capitale investito” viene reintrodotta sotto mentite spoglie.

Questo nuovo evento non fa che rafforzare le ragioni di chi vuole un servizio idrico ripubblicizzato e fuori dalle logiche di mercato.

Intanto, la Girgenti Acque non si è presentata alla seduta del consiglio provinciale convocata dalla XI° Commissione Consiliare “Vigilanza sugli Enti Partecipati”, primo firmatario il presidente Stefano Girasole e sottoscritta da 20 consiglieri provinciali, proprio per discutere sulla “Mancata approvazione della normativa sul riaffidamento del servizio idrico alla gestione pubblica”.

In una sala Giglia affollatissima di gente comune, erano presenti consiglieri, qualche sindaco, due deputati regionali (La Rocca e Panepinto), il presidente della Provincia D’Orsi, alcuni tecnici dell’ATO idrico, i rappresentanti di diverse associazioni (SOS Democrazia di Ribera e L’AltraSciacca) sindacali. Una seduta dove è sembrata regnare la distrazione e il poco interesse sull’argomento. Ma le associazioni, che da sempre si sono battute sul ritorno dell’acqua pubblica, hanno riportato l’attenzione. “Il mancato rispetto dell’esito referendario non è solo uno schiaffo alla democrazia e alla Costituzione di questo Paese, ma anche un fallimento generale della politica. I rappresentanti politici non solo non muovono un dito per cambiare le cose, ma arrivano assurdamente a giustificare la privatizzazione dell’acqua, come hanno fatto alcuni consiglieri e qualche componente del cda che, unitamente ai suoi colleghi, ben si è guardato dall’approvare in assemblea il nuovo piano tariffario, lasciandolo fare a un commissario appositamente nominato dalla Regione” hanno sottolineato in aula SoS Democrazia e L’AltraSciacca.