Via libera alla Finanziaria 2015 ed al bilancio di previsione per la Regione siciliana per l’esercizio finanziario in corso. Poco dopo le 11,30 l’Ars ha dato il via libera ad una manovra sofferta e difficile ma che continene tutte le norme chieste da Roma e volute dall’assessore Baccei.

Una manovra lacrime e sangue soprattutto per il lavoro e che dovrà comunque passare sotto le forche caudine romane per ottenere i trasferimenti promessi e senza i quali sarà stato tutto inutile.

E’ durata 23 ore, alla fine, la seduta finale del Parlamento siciliano, iniziata poco dopo mezzogiorno di ieri e conclusasi poco fa. Ore di tensione soprattutto durante la notte e nell’ultima ora quando prima le opposizioni hanno abbandonato l’aula poi hanno alvato manovra e governo non chiedendo la verifica di un inesistente numero legale..

Il rumore secco e consecutivo dell’esplosione di due bombe carta in via del Bastione sotto le finestre degli uffici dell’Ars, ha accompagnato, infatti, la notte di lavori dei parlamentari siciliani.

La doppia esplosione non ha creato danni a cose o persone e non è stato possibile identificare chi ha lanciato i due improvvisati ordigni che hanno, però squarciato la notte e ingenerato tensione di cui non c’era alcun bisogno fra i deputati dell’assemblea regionale siciliana.

Una vicenda figlia della tensione e delle manifestazioni di piazza durante le quali l’esasperazione di quasi tutte le categorie di manifestanti è stata palese così come l’inutilità di manifestare davanti ad un Parlamento che segue le indicazioni romane e quelle Crocettiano protestando ma adeguandosi sempre.

In questo clima sono scaduti a mezzanotte i termini per l’approvazione della finanziaria. L’esercizio provvisorio non c’è più e non è prorogabile e  le finanze regionali sono bloccate ma il bilancio di previsione non c’è ancora. Formalmente è stato perpetrato l’ennesimo atto di violazione dei termini e quindi anche dello Statuto.

Ed in questo clima poco prima delle 11 del mattino si è registrato un sussulto d’orgoglio delle opposizioni che hanno lasciato l’aula mettendo a rischio il numero legale. Se la seduta fosse saltata e rinviata  la violazione dello Statuto sarebbe stata palese (anche se non per questo comporterebbe conseguenze automatiche). Per questo il Presidente ha optato per una sospensione che si è rivelata risolutoria. Circa mezz’ora trascorsa con la maggioranza in cerca di deputati uno ad uno per ripristinare una situazione accessibile. In soccorso del governo Crocetta, giungono, però, i deputati Ncd che non si associano alla protesta delle opposizioni.

Una cosa che, alla fine, non ha avuto conseguenze. Era già accaduto in passato che la finanziaria venisse approvata il 1 maggio. La seduta non essendo stata interrotta permette che ogni atto compiuto da mezzanotte in poi venga trascritto a verbale ‘ad orologi bloccati’ ovvero come approvato a mezzanotte. Ma raramente si era arrivati a mattina inoltrata come accade oggi e non c’è memoria di una finanziaria approvata addirittura al pomeriggio del 1 maggio come sembrava potesse accadere.

Ma lo spauracchio di non farcela e di incorrere nella ‘grave violazione dello Statuto’ che avrebbe permesso al governo nazionale di tentare la rimozione di quello regionale, ha messo pepe ai lavori d’aula ed ha permesso di giungere a questa approvazione.

Molti i passaggi delicati, della scorsa notte come il momento in cui è stata chiesta la votazione nominale su alcuni articoli e il presidente della Regione Rosario Crocetta ha parlato di scelta “inaccettabile quando si sa che alcuni deputati possono essere minacciati”, una affermazione grave ma che dopo qualche protesta sembra essere caduta nel nulla come tante altre gravi dichiarazioni di questa legislatura.

Tensione anche in occasione dell’approvazione dell’emendamento della deputata grillina Gianina Ciancio che ha reintrodotto il tetto per l’ammissione al bacino dei precari.

Ieri erano state approvate norme sui regionali, sulle pensioni, sul taglio ai forestali, sui nuovi concorsi pubblici e tanto altro

Approvata anche la norma per l’assunzione dei testimoni di giustizia e, poco prima delle 8 del mattino, è giunta la trattazione dell’allegato uno che è stato approvato con pochi emendamenti e si è potuti tornare agli articoli accantonati.

Finanziaria, dunque, approvata ma che comunque da lunedì dovrà fare i conti con le proteste, i ricorsi costituzionali e soprattutto con le valutazioni romane dalle quali dipenderanno i fondi promessi e necessari per chiudere il bilancio e senza i quali tutto questo sarà stato solo un mero esercizio di potere effimero