Scoperta e sequestrata dai carabinieri, in una garage privato in via Belfiore nel quartiere catanese di San Cristoforo, una tonnellata di botti illegali pronti per essere messi in commercio in vista dei festeggiamenti della notte del 31 dicembre.

Sul posto sono intervenuti  i militari del Nucleo Artificieri e Antisabotaggio del Reparto Operativo che hanno provveduto a classificare e mettere in sicurezza il materiale esplodente che in una seconda fase sarà distrutto. Il proprietario del garage, un pregiudicato catanese di 36 anni, è stato denunciato per commercio abusivo,  omessa denuncia e  detenzione illegale di materiale esplodente.

All’indomani della scelta del sindaco Enzo Bianco di vietare i botti a Catania per Capodanno per limitare l’inquinamento ambientale, i pericoli per la pubblica incolumità e i danni agli animali, lo scenario catanese non muta e mostra, come ogni anno, la volontà di festeggiare con botti e fuochi pirotecnici sia un’usanza sempre in voga.

Prima regola del commercio, anche quello illegale, è che l’offerta derivi da una domanda e purtroppo quest’ultima è sempre in crescita, soprattutto nel sud del Paese. L’usanza di salutare il nuovo anno con i botti è una pratica antichissima che ha lo scopo di allontanare le forze negative e maligne che si scatenano in una fase di passaggio, come l’avvento del nuovo anno, ma è ormai da molti considerata una barbaria che porta ogni anno a un bilancio drammatico con decine di incidenti per i quali i malcapitati si affidano alle cure del nostro sistema sanitario.

Esultano le associazioni ambientaliste e animaliste, ma rimane lo scetticismo sull’impossibilità di fare controlli a tappeto e di vietare il commercio illegale e gli spari.

I capoluoghi e i comuni siciliani che fanno parte degli oltre 850 in tutta Italia che hanno già emesso l’ordinanza sono Palermo, Messina, Trapani, Agrigento, Siracusa, Catania e, in provincia di quest’ultima, Gela, Motta Sant’Anastasia, Acicastello e Misterbianco. Per i trasgressori sono previste multe fino a 500 euro, ma ciò non sembra scoraggiare il commercio illegale e i cittadini contrari alle ordinanze emesse.

 a cura di Alessandra Romeo