Una fuga di cervelli, verso il Sud, stranamente. È raro sentire parlare di ricercatori o studenti che fanno le valigie, attraversano la penisola italiana e arrivano nel Meridione per approfondire gli studi. Ancor più strano è pensare che uno straniero possa farlo.

Forse questa “pazza” idea diventerà realtà con Brains2South,  progetto rivolto a giovani che hanno conseguito il dottorato in università non meridionali e che vorrebbero sviluppare una ricerca innovativa.

Il bando offre 3,5 milioni ed è rivolto a tutti i ricercatori che operano all’estero o in Italia (ad esclusione della Sicilia, Sardegna, Puglia, Basilicata, Campania e Calabria).

Spesso il Sud risulta poco interessante e attrattivo per i ricercatori, che si preferisco trasferirsi in altre università per sviluppare le proprie idee. Con il nuovo bando si vuole, però, attirare le eccellenze del campo della ricerca per permettere al meridione di stringere e rafforzare i legami con il resto del mondo. Si tenta, insomma, di invitare chi è già emigrato altrove a fare marcia indietro e a puntare sul Sud Italia.

La scadenza per partecipare all’iniziativa è il 7 ottobre.

Il ricercatore dovrà avere esperienza nell’ambito scientifico e tecnologico e potrà sviluppare la ricerca in maniera autonoma e indipendente. Le proposte, fortemente innovative, potranno fare riferimento al settore tecnologico, energetico, manifatturiero, nanotecnologico, ICT, agroalimentare, biomedico, farmaceutico, diagnostico, nello studio e conservazione dei beni culturali o ambientali.

Fondazione con il Sud, ideatore del progetto, premierà le proposte che avranno un’utilità pratica e potranno risolvere i problemi della popolazione, permettendo anche una crescita del mercato del lavoro e dell’economia.

Un bando interessante anche per le tutte le università e gli enti pubblici che ospiteranno i ricercatori. Le host istitution potranno migliorare la ricerca interna senza preoccuparsi dei fondi, perché sarà il bando a finanziare anche le risorse umane, gli strumenti e i materiali necessari.

Proprio in questo mese sono tanti, anche troppi, gli studenti e i ricercatori che, con le valigie in mano, prendono un volo per realizzare i propri sogni e per crescere professionalmente. Dal 2001 al 2011 si parla di ben 700 mila laureati che sono emigrati verso il Nord Italia. E chissà quanti ancora ne partiranno. Frenare questa abitudine, dettata dalle condizioni del momento, non è facile… ma tentar non nuoce.