Le casse della Regione sono già vuote. La Sicilia ha già bruciato le risorse accordate dal governo Renzi con il patto di stabilità 2015: quei “5,3 miliardi che dovevano bastare per tutto il 2015”, si legge dalle colonne di Libero.

Due esempi su tutti. L’assessorato agli Enti locali, che ha un tetto di spesa di 515 milioni per quest’anno, ha già “ipotecato” quasi tutto per pagare spese arretrate. Ad ammetterlo, lo stesso assessore regionale al ramo Giovanni Pistorio: “Possiamo spendere da qui a fine anno solo 78 milioni”. Una cifra che non consentirà di portare a termine neanche i progetti già avviati.

Anche alla Formazione e Istruzione non va meglio. Il dirigente generale Gianni Silvia, in una nota inviata all’assessore regionale all’Economia Baccei, chiarisce che, non potendo spendere i fondi comunitari e senza il trasferimento di risorse regionali, sarà costretto a rinviare i progetti di edilizia scolastica o il pagamento del buono scuola.

Un allarme confermato anche dal ragioniere generale della Regione siciliana, Salvatore Sammartano, che sta valutando il quadro generale e possibili soluzioni da concordare a settembre con Roma. “Per evitare il caos”, si legge su Libero “serve subito una delega dello Stato per almeno un miliardo di euro”. Altrimenti, si fermerà tutto, dai lavori della Palermo-Caltanissetta alla metanizzazione e fotovoltaico.

A rischio anche i finanziamenti regionali in soccorso ai Comuni siciliani, a secco già da tempo. Una difficoltà di liquidità che si sta espandendo a macchia d’olio in tutta l’isola e che sta coinvolgendo anche gli stipendi dei dipendenti.  Un problema che compromette tutti i settori dell’economia: per trovare soluzioni, Baccei ha aperto un tavolo tecnico con i dirigenti di tutti i dipartimenti regionali.

Nel frattempo, però, le priorità sono altre: il turnover degli assessori del Crocetta-ter, che crea non poco scompiglio nel Partito democratico. Alle Attività produttive, il governatore, che vorrebbe nominare il suo avvocato Antonio Fiumefreddo, è stoppato dal segretario regionale, Fausto Raciti. All’Agricoltura, invece, dopo le indiscrezioni sulle possibili dimissioni dell’assessore Sara Barresi, nell’area dem c’è gazzarra per l’ingresso in giunta del deputato piddino Bruno Marziano. Se la Barresi dovesse lasciare, Marziano sarebbe il quinto assessore alle Risorse agricole, dopo Cartabellotta, Reale, Caleca e la stessa Barresi. Senza per questo dimenticare i malumori dell’assessore al Bilancio, Alessandro Baccei, che da tempo vorrebbe lasciare la Sicilia.