L’ex assessore regionale al lavoro Giuseppe Bruno è il nuovo Presidente regionale del partito democratico in Sicilia. Sostituire l’ex sindaco di Agrigento Marco Zambuto dimessosi dopo la bufera scaturita da una sua visita all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante le trattative che avrebbero portato Silvio Alessi a correre alle primarie del Pd e vincerle salvo poi vedere annullate quelle elezioni per appoggiare l’attuale sindaco Udc Lillo Firetto.

Bruno è stato eletto dall’Assemblea del Pd di oggi pomeriggio. una assemblea aperta da un lungo discorso politico tenuto dal segretario Fausto Raciti che ha dettato la linea. “Vicini a Lucia Borsellino ed in continuità con il suo operato – ha detto in estrema sintesi -. Il pd deve assjumersi la responsabilità del governo per portare la giunt averso una diversa efficienza”.

Ma Raciti ha anche tagliato corto sulle candidature per il post Crocetta senza mai parlare dim elezioni anticipate ne nominare i candidati che intende bruciare. Dall’assemblea regionale del Pd arriva, così, uno stop indiretto all’ipotesi di una candidatura di Roberto Lagalla a Palazzo d’Orleans: il nome del rettore uscente dell’Università di Palermo, che in passato è stato assessore alla Sanità del governo Cuffaro.

Il nome era circolato in questi giorni come possibile prossimo candidato alla presidenza della Regione da parte della coalizione di centrosinistra così come candidato di una coalizione di destra, insomma come uomo buono per tutti.

“Stiamo portando avanti un lavoro importante nella sanità – ha detto Raciti senza mai nominare Lagalla – con la nomina di Baldo Gucciardi il Pd intende proseguire il lavoro di Lucia Borsellino: possiamo solo andare avanti, non certo tornare al passato”. Ed è proprio quel riferimento a tornare al passato che è stato letto come uno stop a Lagalla anche se, in realtà, potrebbe significare molto altro.

“Nessuna forza della coalizione può bastarsi da sola, neppure il Pd può pensare di essere autosufficiente. Ma il nostro partito deve essere il ‘portabandiera’, di questo dobbiamo essere consapevoli”.

Sul fronte del rapporto politico con il Presidente della Regione, invece, solo un’altro evento attendista. Per conoscere il futuro di questo governo bisognerà attendere ancora almeno un paio di mesi-.

Sul fronte interno Raciti ha poi dato spazio a tutte le correnti. Vicepresidenti sono stati eletti Marika Cirone Di Marco e Concetta Raia mentre per Giulia Beninati, candidata de ‘I Coraggiosi’ di Ferrandelli è arrivata la proposta di ingresso nell’esecutivo regionale.

Ma il tentativo di rappacificare Ferrandelli e i suoi non è andato a buon fine e la proposta è stata respinta. “I coraggiosi non si fanno cooptare da un PD che ha paura del nuovo – scrive su facebook Ferrandelli -. Hanno bloccato con un cavillo da azzeccagarbugli, studiato da qualche grigio burocrate di partito, la candidatura di Giulia. Poi volevano coinvolgerci nella gestione di un partito che non condividiamo. Noi osiamo sfidare i conservatorismi. Noi abbiamo testa e cuore. Noi siamo maggioranza in Sicilia. Noi vogliamo superare questa classe dirigente. Noi non abbiamo bisogno di una poltrona, ma della buona politica. Noi siamo i coraggiosi!”.