In riferimento alla comunicazione del 19/10/2015 del Presidente della SISPI riguardo le critiche alla stessa definita da stampa e politici locali una S.p.A. mangiasoldi e considerato che con tale comunicazione si paventano potenziali rischi per il mantenimento dei posti di lavoro, “riteniamo opportuno puntualizzare alcuni aspetti della stessa che non accettiamo nel modo più assoluto”.
In primo luogo contestiamo l’affermazione del Presidente F. Randazzo “Abbiamo ritenuto di non raccogliere provocazioni con risposte non utili”.

Lo dichiarano la Fiom Cgil e la Fim Cisl che spiegano: “Infatti, siamo convinti che in ogni caso la direzione aziendale ha il dovere di difendere da ogni tipo di attacco esterno l’operato dell’azienda e quindi sarebbe stato necessario contestare nel merito, con il supporto dei dati reali, le affermazioni riportate dalla stampa specificando il costo effettivo del lavoro e la convenienza economica dei servizi erogati come acclarato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Ulteriore contestazione è nel merito dell’articolo di stampa in cui si evince, in maniera netta, che l’aggravio del costo del servizio fornito da SISPI sulle casse del Comune è dettato dalle retribuzioni dei dirigenti e dalle consulenze esterne e dal costo del personale. Sarebbe stato opportuno puntualizzare che i lavoratori della SISPI sono inquadrati con il C.C.N.L Metalmeccanici.

Pertanto precisiamo – prosegue il comunicato – che, a nostro avviso, la critica a carico della SISPI è rivolta esclusivamente a come la direzione aziendale gestisce questa azienda e ci pare evidente che in tale frangente non sono i dipendenti ad essere sotto costante osservazione ma bensì gli amministratori dell’azienda.

I lavoratori della SISPI continueranno a lavorare con il massimo impegno, come hanno sempre fatto, ma con altrettanto impegno la RSU denuncerà e contesterà ogni stortura che verrà addebitata alle “risorse umane” della SISPI.

In conclusione riteniamo potere affermare con decisione che la comunicazione della D.A. appare come una flebile scusa per continuare ad osteggiare qualsiasi richiesta avanzata dai lavoratori, citiamo come esempio il rinnovo del contratto integrativo ormai scaduto dal 2008 e pertanto: considerato che le relazioni sindacali con la D.A. sono naufragate a causa del palese atteggiamento antisindacale della stessa che ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione in data 10 febbraio 2015 e tuttora in vigore; visto che, tuttora, rimaniamo in attesa di un riscontro riguardo l’ennesima richiesta d’incontro in Confindustria datata 06 ottobre 2015 per esperire alla procedura di raffreddamento come previsto dalla legge 146/90 e s.m.i.
la RSU SISPI ritiene opportuno non attendere oltre e proclama un giorno di sciopero in data 16/11/2015“.