Era già stata arrestata il 14 ottobre del 1996 la dirigente Concetta Cimino, uno dei tredici dipendenti dell’assessorato regionale alla Formazione professionale finiti stamattina in manette. L’accusa proveniva da un pentito ed era di corruzione. Allora era dirigente dell’assessorato alla Sanità e rimase in carcere quasi tre mesi (91 giorni).

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Il collaboratore di giustizia aveva dichiarato di aver elargito alla Cimino 500 mila lire al mese per un anno e mezzo. Al fine di indirizzare gli appalti e accelerare le emissioni dei mandati per quanto riguarda forniture e spese sanitarie. Dopo 10 anni però fu scoperto che la dirigente era stata vittima di una calunnia di un pentito.

La storia della dirigente regionale fece il giro d’Italia. Concetta Cimino è stata ospite in diverse trasmissioni televisive nazionali, come Uno Mattina su Rai 1 e su Tv 2000, per parlare del suo caso giudiziario.

La Cimino è anche scrittrice e poetessa. Aveva prima raccontato la sua storia nel libro “Giustizia in contumacia”, che ha vinto il  premio Vittorietti, per poi pubblicarne, l’anno scorso, un altro dal titolo “Il romanzo di un capro espiatorio”.

Concetta Cimino è di Caltanissetta, laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Palermo. Prima di andare in pensione era  dirigente dell’Area 1-Affari Generali dell’assessorato regionale all’Istruzione e della Formazione Professionale ed era la responsabile per la Regione Siciliana del progetto di cooperazione internazionale “Pacef – PActo para la Capacitaciòn y el Empleo Femenino”.