“Mai si potrà dimostrare che un euro sia mai entrato nelle mie tasche per un uso privato. Mai. Per questo ho tanta rabbia. Nell’interrogatorio del 14 febbraio chiarirò tutta la mia posizione”. Questo le sfogo di Antonello Cracolici, nel corso della scorsa legislatura del Conferenza stampa del gruppo Pd all’Ars per chiarire la sua posizione e quella del Pd alla luce dell’inchiesta che lo vede indagato insieme ad altre 96 persone nell’inchiesta sulle spese dei gruppi parlamentari dell’Ars.

L’attuale presidente della commissione Affari istituzionale dell’Ars e capogruppo del Pd nel corso della scorsa legislatura è uno dei tredici deputati (GUARDA LE FOTO) ad aver già ricevuto l’avviso di garanzia della Procura di Palermo e sarà sentito dai pm il prossimo 14 febbraio. Insieme a Cracolici ci sono il segretario del Pd siciliano Giuseppe Lupo e l’attuale capogruppo a Palazzo dei Normanni Baldo Gucciardi, ma in sala stampa sono presenti anche altri deputati del Pd come Arancio, Panepinto, Cirone Di Marco e Barbagallo.

“Questa vicenda, che mi sta fortemente segnando, è complessa e mi si contestano non comportamenti illeciti di arricchimento personale, ma nella funzione di capogruppo che ho avuto l’onore di presiedere. Mi è stato notificato ieri un avviso di garanzia. Ribadirò ai pm che mi sono sempre comportato in modo corretto”.

Cracolici ammette che aver incontrato delle difficoltà nella gestione del gruppo nel corso della passata legislatura: “Guidavo 29 deputati, che non è stato facile gestire. Abbiamo registrato un avanzo nella gestione delle risorse di oltre 800 mila euro che ho trasferito. Abbiamo dimostrato rigore e sobrietà nel gruppo. Non esistono precedenti. Anzi ci sono gruppi che non hanno pagato i dipendenti. Non abbiamo debiti nei confronti di nessuno. Circa 80 mila euro sono il prodotto per gli interessi diretti e senza aver mai fatto operazioni finanziarie con i soldi pubblici. Sin dalla suo costituzione abbiamo approvato un regolamento votato democraticamente. personale del gruppo che non è stato mai assunto, ma dipendenti preesistenti al partito. Sono tutti dipendenti provenienti dai Ds e dalla margherita e abbiamo sempre applicato il contratto di lavoro dell’assemblea.

L’ex capogruppo del Pd tiene a ribadire che non gli sarebbe stata addebitata “nessuna contestazione personale. E’ dimostrato dall’atto che non c’è contestazione ne su acquisti impropri, come borse o cravatte o mutande ma, come capogruppo, mi si contestano i regali di Natale fatti anche ai dipendenti. Cose che si sono sempre fatte, anche dai miei predecessori. se comprare l’acqua per l’attività del gruppo mi verrà contestato allora mi arrendo. se comprare le cialde per la macchinetta ai dipendenti e deputati del caffè sia un reato lo confesso. Se ci hanno contestato le corone dei fiori per Piersanti Mattarella o Pio La Torre nei giorni dell’anniversario allora lo confesso. Tutte le cifre riguardano i 5 anni. c’è una fattura contestata anche prima della nascita della XV legislatura. Abbiamo riempito 150 pagine di verbali per le singole fatture. Le anticipazioni che io avrei autorizzato ai deputati e a me stesso. Il gruppo parlamentare ha tre fonti di finanziamento, l’assemblea trasferisce dei fondi, nel conto corrente del gruppo venivano riversate le quote dei portaborse, e poi ogni deputato del Pd versa una quota della propria indennità, che viene trattenuta dalla ragioneria dell’Ars, e girata a gruppo. Come la distinguo io la cassa? Mi contestano queste anticipazioni. Ci contestano spese assolutamente opinabili. Spese per sondaggi? La procura dice di No. Io dico di sì, anche perché non c’è una norma che me lo vieta”.

Cracolici ricostruisce anche in particolare l’episodio del regalo di nozze per una dipendente del gruppo pagato con i fondi dell’Ars. “Per il regalo di nozze abbiamo fatto con un bonifico con i soldi che noi stessi abbiamo raccolto. La nostra condotta è lineare. Fare il panettone a Natale per i dipendenti è un reato? Bisogna però raccontare le cose in maniera distinta per ogni persona. Nessuno di noi ha speso soldi per viaggi o per spese proprie. L’Assemblea del gruppo del 2008 ha deciso che un terzo delle risorse devono essere destinate per le attività del Pd sul territorio. E’ lecito andare in giro nei territori a raccontare la Finanziaria? o basta un semplice comunicato stampa? il gruppo ha ricevuto un 1 milione e 100 all’anno e di questo budget il gruppo non ha mai speso più del 20% della somma. Vogliamo dimostrare in maniera trasparente”.

Cracolici lancia alcune stoccate al presidente della Regione, Rosario Crocetta,  che ha dichiarato, commentando l’inchiesta che “il passato ci rincorre”. Il deputato del Pd replica quindi al governatore: “Se avere una storia politica alle spalle è un difetto, anche lui ha una storia. O meno passato di lui perché sono più giovane. Sono orgoglioso del mio passato. Dipendenti del gruppo parlamentare che nessuno di noi ha assunto e che preesiste a noi. Ai dipendenti dell’Inps non viene regalato il panettone e lo spumante? Ma di cosa stiamo parlando? Se faccio il biglietto di auguri a Natale e lo invio al presidente della Repubblica sto commettendo reato? E’ questo il tema”.

Cracolici infine difende il collega di partito Davide Faraone, componente della segreteria nazionale del Pd di Matteo Renzi, anche lui coinvolto nell’inchiesta. “C’è in corso un killeraggio inaudito nei confronti di Faraone – dice Cracolici. – In atto c’è un circuito mediatico vergognoso per uccidere onorabilità delle persone senza avere rispetto della verità”.

L’indagine partita nell’ottobre 2012 e siamo stati i primi a dare tutte le carte. “Sulla coincidenza con i tempi della finanziaria, – sostiene Cracolici – del rimpasto o delle prossime europee non ho certezza. Ma con onestà vi dico che la contestazione è che il fatto deve essere difforme alla norma. Sono solo numeri, non sappiamo nemmeno di cosa stiamo parlando. vogliamo che ci vengano contestati fatti e non numeri e allora possiamo difenderci”.

Il segretario del Pd siciliano, Giuseppe Lupo, così come dichiarato poco prima dal presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, annuncia “massima fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine che coinvolge tutti i gruppi dell’Ars. Abbiamo offerto la massima collaborazione. Bisogna tenere conto di tutto ma sono piani distinti e separati. Il nostro lavoro prosegue serenamente. L’indagine che la guardia di finanza non ha nulla a che veder con le vicende del Pd o del rimpasto. riguarda tutti i gruppi dell’Ars, compreso il Pd.