Sono migliaia i lavoratori della formazione professionale siciliani che non sanno cosa ne sarà del loro futuro dopo i recenti provvedimenti del governo Crocetta. Una di loro, Adriana Vitale, ha scritto una lettera di auguri natalizi proprio al presidente della Regione che offre interessanti spunti di riflessione sulla crisi del settore nell’Isola. Ecco il testo integrale:

“Buon Natale Rosario Crocetta, Presidente dei siciliani.
Gli auguri si fanno a tutti, soprattutto s’indirizzano a chi ha bisogno che la mano divina tocchi il cuore e la mente, a chi ha nelle sue mani la vita dei suoi simili e la grande responsabilità di gestirne l’esistenza, a chi con le sue scelte scellerate riduce in miseria, si, quella miseria nella quale ci ha cacciati, ma non saremo mai dei miserabili, la dignità e l’onestà sono la nostra bandiera; la dignità e l’onestà sono quei concetti astratti ma di enorme valore; la dignità e l’onestà che indossiamo ogni mattina come un vestito nuovo, quello più bello, quello della festa; la dignità e l’onestà che accompagna i comportamenti delle nostre azioni di vita quotidiana, noi la dignità e l’onestà ce l’abbiamo dentro, insita, radicata ed è un modo di vivere e non una patente o un attestato.
Buon Natale Presidente
Nelle nostre case sovrasta l’albero, il simbolo del natale con le sue luci intermittenti e con gli addobbi colorati che rendono allegro l’angolo del salotto, che ci ricorda il periodo più dolce dell’anno, quello della vita che si rinnova, che porta gioia e cambiamenti, che stimola nei nostri cuori i pensieri più belli e più buoni. C’è tutto, gli addobbi, l’aria natalizia e l’atmosfera, atmosfera che si mescola alle lacrime, lacrime che non sono solo di commozione, ma di dolore, quel dolore malinconico di non incartare un dono, non vedremo gli occhi gioiosi, felici e sorridenti dei nostri figli, non avranno nessun pacco da scartare, non riceveranno quel dono sperato tutto l’anno, non aspetteranno accovacciati per terra la mezzanotte per aprire entusiasti la loro ricompensa per essere stati buoni tutto l’anno e a noi sarà negata la gioia di vederli gioire.
Buon Natale Presidente
Noi non sappiamo come trascorrerà il suo natale e neppure c’importa saperlo, possiamo raccontarle come lo vivremo noi, con una tavola imbandita di poco, quel poco che le sue scelte ci consentiranno, quel poco che somiglia al nulla. Sarà il secondo anno che in molti vivremo il presente con un velo di tristezza e con paura per il futuro.
Buon Natale Presidente
Siamo in guerra, noi contro di lei o meglio lei contro di noi, dalla sua il potere, dalla nostra la dignità e l’onestà, non ci abbatterà! E’ Natale per tutti, tregua Presidente!
Buon Natale Presidente
Noi abbiamo salute, forza e speranza, ce la faremo. Sarà un natale povero di pacchi ma ricco di sentimenti, quei sentimenti che riscaldano il cuore e fanno vibrare le corde dell’anima come solo l’amore, la comprensione, la solidarietà sanno regalare.
Guardo la mia famiglia e mi sento felice, ci scambieremo baci e abbracci, non quelli d’occasione dettati dall’ipocrisia e dal servilismo ma quelli veri e sentiti. Sarà un buon natale! E il suo?”