Da “buona guarigione zio Totuccio” a “cento anni a zu Totò”. Sono solo i primi timidi segnali di approvazione e incoraggiamento a Totò Riina comparsi su Facebook  alla pubblicazione della notizia del ricovero ospedaliero di Totò Riina per una crisi respiratoria.

Commenti inattesi postati da lettori che commentavano così la notizia. Man mano che si scorre la pagina è una vera e propria inaspettata escalation. A fianco dei commenti indignati di cittadini ‘antimafia’, che si lasciano andare anche a critiche e auguri di una inconsueta violenza verbale, arrivano anche commenti che indignano e sorprendono: “Forza zio, eri quello che bruciavi il culo ai politici” scrive un altro commentatore. “Dai zio riprenditi alla faccia di chi ti vuole male (in siciliano stretto)” rincara la dose un  quarto.

I commenti di questa natura sono circa un terzo del totale e arrivano ad una cinquantina sui circa 150 complessivi in 24 ore. C’è di tutto. “Onore a zu totò”; “Zio Tito…sei un grande, tvb”; “se muore, muore un uomo d’onore”. Ma l’apice di questa escalation è rappresentata dal più classico dei commenti: “Alcune persone dovrebbero parlare poco – scrive un fan di Riina – da quando non ci sono più loro non c’è più lavoro in Sicilia perciò statevi zitti forza zio Totò ce la farai sei forte guarisci al più presto baci”.

Ci sono anche coloro i quali giustificano scelte di vita criminale “La morte si augura a chi stupra bambini – dice uno dei commenti – non a chi peer fame ha fatto questa vita” oppure “Salvate sto uomo fate di tutto per lui , con tutte accuse infamanti contro di lui , fatevi ogni tanto domanda chi sono veri capi e chi è che comanda !!! Dio sara con te Toto”. oppure ” Lui si ke e un boss si porta i segreti fino alla tomba… no come certuni che fanno i pentiti buona guarigione” e c’è perfino chi lo vorrebbe primo ministro.

La maggior parte di questi commenti sono scritti in un italiano stentato, privo di punteggiatura e con chiari errori di grammatica ed ortografia ma questo non ne sminuisce l’effetto anzi, in taluni casi, lo amplifica.

Tutti questi commenti sono ampiamente controbilanciati da chi ricorda Falcone, Borsellino, Don Puglisi, Dalla Chiesa senza, per questo, arrivare ai toni violenti di altri. E sul filo del commento corre anche l’indignazione contro chi fa di tutta l’erba un fascio e ricorda che la maggior parte dei siciliani sono onesti e antimafiosi.

Resta il fatto che sono decine i commenti che inneggiano a Riina con modi e frasi che sembravano sepolte dalla cultura dei nostri giorni e che invece tali non sembrano essere. A cominciare dal luogo comune pseudo criminale in base al quale “quando c’erano loro, c’era anche il lavoro”.