Toni pacati e idee chiare. Il parlamentare nazionale del Pd, fedelissimo ‘bindiano’, Giovanni Burtone, analizza lucidamente con BlogSicilia il ‘travagliatissimo’ momento politico siciliano. Il deputato catanese che bacchetta il suo partito non lesina critiche neppure al governatore Crocetta.

Onorevole Burtone, gli ultimi dati Svimez sul mezzogiorno sono implacabili. Una persona su tre non lavora. Il Sud è moribondo

“Credo sia stata significativa l’iniziativa del Pd nel dedicare una direzione del partito a questo problema. Urgono scelte forti e concrete che il governo Renzi può mettere in campo subito. Una di queste, ad esempio, potrebbe essere quella di far partire subito tutto quanto sia cantierabile. Nelle otto regioni del sud si individui immediatamente un’area industriale e si faccia un grande investimento mettendo in campo risorse”

Mezzogiorno vuol dire anche Sicilia. Che idea si è fatto di quanto accaduto nelle ultime settimane ‘attorno’al Governatore Crocetta?

“Non è stata una bella pagina per la nostra isola. Ci sono contorni ancora poco conosciuti ed inquietanti. Credo sia suonata la campana. Come avviene nei circuiti cittadini per le feste patronali quando ci sono le corse podistiche o le gare ciclistiche: per Crocetta è suonato l’ultimo giro. O si dà uno stacco fortissimo e si dà qualche risposta significativa alla condizione precaria in cui versa la Sicilia oppure qualsiasi tipo di ipotesi per rivitalizzarla appare superata…”

In tutta questa situazione potrebbe beneficiarne il Movimento 5 Stelle?

“Loro si insinuano in tutte le situazioni di difficoltà. Non so se poi siano in grado di portare avanti delle proposte concilianti. E’ facile agitare i problemi ma il problema, poi, scusando il bisticcio di parole, è trovare le adeguate soluzioni. Noi non pretendiamo di risolvere tutti i problemi con capacità miracolistiche ma di avviare un processo virtuoso, quello sì, bisogna farlo. I cittadini siciliani comprendano che non siamo di fronte a parole vuote ma alla volontà di fare cose che servano davvero alla popolazione e non che interessino solo ad una parte della politica”

Del Centrodestra siciliano, invece, che ne pensa? Per qualcuno addirittura non esiste più…

“In questa fase sembra essere così. Sembra essere scomparso. Non so cosa avverrà nel prossimo futuro ma non vedo, al di là dell’impegno di qualcuno, una immagine di un centrodestra ricompattato, capace di rappresentare l’alternativa in Sicilia. Rispetto l’azione di tutti ma sembra innegabile la loro difficoltà. Si sono divisi. Da Forza Italia è nato il Ncd che ora, pare, si muova in un’area più centrista e non più all’interno di un’area di centrodestra. Non mi pare poi, allargando lo scenario a livello nazionale, che la stessa esperienza della Lega stia dando grossi risultati. Non vedo, ripeto, un fronte consistente ed adeguato nel centrodestra siciliano. Ognuno poi è bene che guardi in casa propria ed in tal senso mi auguro che si rivitalizzi il centrosinistra isolano…”

Effettivamente ne sentite la necessità…

 “Ma sì, la si smetta di giocare nel nostro stesso campo e si guardino, piuttosto, i problemi veri della comunità siciliana affrontandoli con serietà e rigore così come si era prospettato durante la campagna elettorale che ha poi visto vincente Crocetta e la coalizione”

A proposito di centrosinistra siciliano. Potrebbe il Pd rinvigorirsi con l’ipotetica alleanza con il nascituro soggetto politico moderato con Ncd, Udc, ex Mpa e forze centriste ‘altre’?

“Non trascuro questo elemento di questo ‘campo centrale’, anzi. Il problema del Pd, però, mi sembra più complesso, diverso, rispetto al fatto di mettere insieme ‘pezzi’ di ceto politico. La questione è tornare a parlare alla società siciliana. E questo non lo vedo. Noto invece un parlarsi troppo ‘dentro’ al partito e meno all’azione seria di governo a causa di problematiche nate da contrapposizioni personali. Mi auguro di vedere un Pd più concentrato sui problemi che ci sono e meno avvitato nella polemica interna. La nostra è una faccenda che non si supera soltanto aggiungendo un nuovo pezzo di ceto politico”

Con la Sicilia primo potenziale banco di prova dell’alleanza ‘Democratici-centristi’ potremmo essere di fronte ad una sorta di ‘anticamera’ di nascita del Partito della Nazione che farebbe ‘scomparire’ anche l’acronimo Pd?

“No. Penso che loro sono e continueranno ad essere alleati di governo. Non credo, personalmente, al Partito della Nazione. Mi sono battuto e ho partecipato alla nascita del Partito Democratico che aveva una sua visione ideale, l’apporto di alcune tradizioni e su questo voglio continuare a lavorare”

Bianco, Faraone, qualcuno fa il nome dell’ex ministro D’Alia. Si pensa già al dopo Crocetta?

“Penso sia francamente prematuro. Aspettiamo un pò e vediamo cosa nasce. Ci auguriamo intanto che ci sia una tenuta del governo, che si possa fare tanto per i siciliani prima di pensare al successore di Crocetta. Vedremo poi che modalità il partito sceglierà. Se ci saranno, come penso ed auspico, le primarie o si opetrà per un candidato ‘x’”

Burtone, moriremo tutti democristiani?

“La Dc ha rappresentato la rinascita del Paese e di una democrazia salda. Quell’esperienza è poi finita, il mondo politico ha avuto una sua evoluzione. Chi come me è stato democristiano ha fatto delle scelte. Io credo di averle fatte nel segno della coerenza e la mia tradizione è all’interno del Pd. Spero quindi che il Partito Democratico viva ancora a lungo e non si pensi alla morte…”

In molti affermano però che la Dc è tornata. Con Renzi…

“Non credo. Chi lo dice lo afferma perché c’è stata una espansione elettorale alle europee, perché gli altri non si sono ‘organizzati’. Ma non credo neppure che lo stesso Renzi abbia questa velleità e poi c’è un assetto istituzionale diverso rispetto al passato ed una mobilità politica ormai notevole…”

foto da facebook