Nessuna ‘crisi diplomatica’ fra Calatabiano e Messina. Nel paese della provincia di Catania, dove si trova la condotta danneggiata dell’acquedotto Fiumefreddo che rifornisce la città dello Stretto, si lavora per la realizzazione del by pass che aggirerà la frana che ha provocato l’interruzione idrica. Tuttavia l’intervento sarebbe stato bloccato perché non ci sarebbero delle specifiche autorizzazioni.

La notizia, diffusa dall’emittente messinese Rtp, ha fatto rapidamente il giro della città dello Stretto che, anche a causa della crisi, ha imparato a conoscere i punti strategici dell’approvvigionamento idrico e in effetti molto (se non tutto) passa proprio da Calatabiano.

Dalla Protezione civile, che gestisce l’emergenza, arrivano rassicurazioni: il commissario delegato e capo del dipartimento regionale, Calogero Foti appena venuto a conoscenza del ‘caso’ si è attivato per risolverlo.

“In particolare, precisa la struttura commissariale in merito a notizie di una battuta d’arresto, non è stata emanata alcuna ordinanza di blocco dei lavori da parte del Sindaco di Calatabiano”, scrivono dalla Protezione civile.

Nella mattinata sono arrivati i tubi speciali e predisposto il tracciato, mentre per quanto riguarda il monitoraggio della frana è stata posizionata la stazione totale robotizzata, i prismi per la misurazione di eventuali spostamenti del terreno ed è stato collocato il radar per l’analisi interferometrica necessario al controllo del movimento franoso.

“Tutto procede come stabilito dal cronoprogramma – dichiara il Commissario delegato per l’emergenza idrica a Messina, Calogero Foti – e domattina, con la piena collaborazione di tutte le componenti interessate, i lavori proseguiranno secondo quanto previsto.”

A Piano Piraino, la zona in cui si trova la condotta che rifornisce Messina e dove verrà installato un by pass, è tutto pronto per la posa dei tre tubi flessibili rinforzati in kevlar che allacceranno i due punti della conduttura già esistente.

E’ probabile che l’intera operazione possa essere completata entro la settimana, ovviamente salvo complicazioni. Si tratta, comunque, di un intervento mirato a far rientrare l’emergenza idrica e non una soluzione definitiva.