Derby o stracittadina? Il dubbio “amletico” pervade gli sportivi messinesi. Oggi di scena al “Celeste” la partita che vedrà opposte le due squadre cittadine militanti nel campionato di serie D. Da un lato la capolista della famiglia Lo Monaco, dall’altro la rivelazione Città di Messina. Quattromila biglietti venduti per la partita di questo pomeriggio. L’Acr capolista vuole mantenere il comando, il Cdm vuole fare lo sgambetto ai “cugini”. Spettacolo assicurato, quindi, oggi pomeriggio.

E sono numeri da record quelli che fanno eco all’Acr Messina, la formazione allenata da mister Gaetano Catalano ed oggi in testa al girone I di serie D, pronta a quella che da molti è stata definita come la partita crocevia di questa stagione: il derby di ritorno contro il Città di Messina.
10 vittorie nelle ultime 11 giornate, 50 punti in classifica, 6 punti di lunghezza sulla seconda (il Cosenza) e addirittura 16 sulla quinta (proprio il Città di Messina) sono numeri che fanno dormire sonni tranquilli alla formazione peloritana, conscia dell’ottimo ruolino di marcia e del grande lavoro che la società ha svolto sino a questo momento.
La “band” del patron Pietro Lo Monaco, con la vittoria di domenica scorsa sul Ribera (la sesta consecutiva), ha eguagliato il record stabilito da quella che fu la formazione allenata da Ruisi e con in campo i Manitta, Sparacio e Criaco, nel campionato di serie D vinto nel ’97 – ’98.
Quindici anni, tante vittorie, qualche serie A, serie B, fallimenti, delusioni, umiliazioni, truffaldini ed eroi dopo, il Messina è tornato alla ribalta per tentare di risalire la china dagli inferi in cui è caduta.
Punto di forza assoluto di questa formazione è senz’altro la difesa (la miglior del torneo con sole 14 reti al passivo), e che vede, tra giovani ed esperti, un mix ottimale per suonarle per come si deve agli avversari di turno.
Chiavaro, Ignoffo e Cucinotta, impiegati a momenti alterni, hanno sempre garantito quella sicurezza necessarie al giovane Lagomarsini, il portiere in forza al Messina ma di proprietà del Genoa.
Bucolo e Maiorano hanno sempre agito da impenetrabili mastini di centrocampo, Parachì e Quintoni o Savanarola rappresentano quei punti di forza reali che hanno poi fatto la differenza e portato ad avere un attacco prolifico, con 34 reti, quasi tanto quanto il migliore, ovvero quello cosentino con 38 reti.

Inutile elogiare la coppia d’attacco messinese, Corona – Chiaria, binomio che dovrebbe rispondere a ben altre categorie.
11 le reti del capitano Corona, 3 quelle di Chiaria (più una segnata con la maglia dell’Ischia) e Parachì, 4 di Cocuzza e Costa Ferreira.
Nel Messina, chi entra può segnare.
L’intercambiabilità degli uomini, ben addestrati da mister Catalano, ha funto da altro punto di forza.
Lo spettacolo non è certo stato dei migliori, ma la concretezza ed il cinismo sono ormai divenuti dei diktat in campo e nello spogliatoio.

La nota negativa venuta fuori è però il quasi certo forfait nel derby domenicale di Agatino Chiavaro, uno dei migliori centrali messisi in luce in tutto il torneo e che, proprio nella partita d’andata era riuscito a bucare le mani di Taranto con un colpo di testa.