“Io credo che in tutti i sistemi ci debbano essere dei meccanismi fondamentali, che dovrebbero funzionare anche sul piano della responsabilità politica. Questo sistema della responsabilità politica è un sistema che da noi funziona molto poco. Noi non possiamo pensare di risolvere ogni cosa con norme penali o peggio ancora con norme amministrative. Per la scelta dei propri collaboratori dovrebbe valere il criterio almeno dal punto di vista generale, al di là della questione specifica, della culpa in vigilando, ma anche della culpa in eligendo. Sono regole che valevano persino nell’antica Roma”.

Così il Presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, replica ai giornalisti che alla fine dell’audizione in Commissione antimafia all’Ars gli chiedevano un commento sul segretario generale Patrizia Monterosso, condannata dalla Corte dei conti per danno erariale.

“La legge oggi non prevede che la condanna della Corte dei conti comporti la decadenza – spiega Cantone – La riforma della Pubblica amministrazione prevede una norma molto importante in questo senso, che riguarda la riforma della dirigenza: persino la sentenza di condanna in primo grado della Corte dei conti non consente più a un soggetto di essere nominato“.

E se il dirigente è già nominato? “Bisognerà capire quale sarà la norma: potrebbe anche prevedere la decadenza“.