Se i botti illegali sono vietati dalla legge e dunque coloro che li vendono sono perseguibili così come quelli li acquistano, a che serve emanare un’ordinanza sindacale per vietare quelli che invece è possibile acquistare al tabaccaio o al supermercato perché ritenuti non pericolosi dalle autorità che ne hanno permesso la vendita?

E poi in che maniera saranno perseguiti coloro che accenderanno una fiaccola sulla loro terrazza o sul balcone al sesto piano per salutare l’arrivo del 2016?

Difficile immaginare i nove vigili urbani (la quadra è composta da un numero così esiguo…) schierati a mezzanotte in cerca di tutti quelli che trasformano Librino, San Giorgio e San Cristoforo, per citare solo alcuni quartieri di Catania, in angoli di guerriglia armata con petardi, cipolle e botti vari che esplodono sino quasi a rompere i timpani di tutti gli abitanti della zona.

La verità è che l’ordinanza del sindaco di Catania Enzo Bianco, così come quella di altri 800 comuni italiani, suona un po’ come un atto di responsabilità all’italiana quella meglio conosciuta come “della coscienza a posto”, della serie “mi metto la coscienza a posto…”.

Un atto da fare – l’ordinanza – che serve a poco o forse a niente, ma che assicura prestigio nei salotti buoni della città. Un po’ come è avvenuto con la chiusura delle scuole per gli allarmi metereologici. Con scuole chiuse, studenti a casa o per strada, il sole splendente e il maltempo rinviato di 12-18 ore.

Il buon senso forse sarebbe stata la via più giusta, così come ha fatto il sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo che, più realisticamente, non ha firmato ordinanze per vietare i botti, ma ha fatto un appello ad evitare di accendere fuochi artificiali e di sparare botti in occasione della notte di San Silvestro. E anziché imporre il divieto, ha richiamato tutti “alla responsabilità personale e alla sensibilità collettiva per tutelare l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”.

Certo il buon senso serve a poco sul piano del disturbo che i botti arrecano agli animali domestici, gatti, cani, uccellini. Ma a questo punto sorge spontanea una domanda: e allora per Sant’Agata? Bisognerebbe vietare bombe di tutti i calibri. Con ordinanza sindacale. E soprattutto con grande perdita di popolarità. Ai festeggiamenti della patrona di Catania manca un mese. Vedremo.