In occasione del bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, alla presenza delle Autorità cittadine, il Comandante Provinciale Colonnello Alessandro Casarsa, nella caserma ‘Vincenzo Giustino’ di piazza Giovanni Verga, ha illustrato i risultati operativi conseguiti dall’Arma etnea.

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Il Comando Provinciale ha il suo punto di forza nella diffusione capillare sul territorio ove è presente con 9 Compagnie, 2 Tenenze, 64 Stazioni, assicurando nella città come nei centri minori, tutte le funzioni per garantire l’ordinata convivenza civile con l’essenziale contributo dei reparti speciali (Nucleo Antisofisticazione e Sanità, Nucleo Operativo Ecologico e Nucleo Ispettorato del Lavoro): dall’attività di prevenzione alle investigazioni per il contrasto delle manifestazioni delittuose, fino ai servizi di mantenimento dell’ordine pubblico.

I carabinieri di Catania dal 1° giugno 2013 al 31 maggio 2014, nell’attività di controllo del territorio hanno effettuato circa 60mila pattuglie e perlustrazioni nel corso delle quali sono state controllate oltre 300 mila persone; è stato perseguito il 79% dei reati che hanno interessato il territorio della provincia, procedendo all’arresto di 2610 persone, di cui 1822 in flagranza di reato, e alla denuncia in stato di libertà di 12.771.

Con riferimento allo stesso periodo, apprezzabile è risultato l’impegno profuso nel contrasto delle manifestazioni criminali di natura predatoria, inerenti anche lo spaccio di sostanze stupefacenti, ove particolarmente incisiva è stata l’azione condotta nei quartieri a rischio che ha portato a 322 arresti e al sequestro di 95 kg. di stupefacenti.

L’incessante attività di contrasto alla criminalità organizzata ha permesso inoltre di sottrarre ai clan catanesi un numero consistente di armi pari a 245 tra pistole mitragliatrici e fucili e 14029 munizioni di vario calibro.

In particolare tra gli ‘arsenali’ scoperti si evidenzia l’operazione condotta il 18 novembre 2013 durante la quale sono state sequestrate, in casa di un 62enne incensurato, due mitragliatrici, 4 pistole di grosso calibro, un silenziatore e 10 chili di cocaina per un valore di oltre 2 milioni di euro.

L’impegno dell’Arma catanese nel contrastare il fenomeno del “pizzo” ha consentito, anche grazie ad una rinnovata fiducia nelle Istituzioni da parte delle vittime dell’odioso crimine, l’arresto di 34 persone e la denuncia di altri 110 individui per estorsione.

In merito al contrasto al crimine organizzato, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, tra le altre, hanno condotto nell’ultimo anno le seguenti operazioni:

‘TUPPI’, del 17 settembre 2013, con la quale si è data esecuzione a un provvedimento restrittivo emesso dal G.I.P. di Catania su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 8 persone ritenute appartenenti a un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti attiva nel territorio di Misterbianco e Belpasso riconducibile a Mario Nicotra, detto Mario u’ Tuppo, ucciso nel 1989 durante una violenta faida con il contrapposto clan di Giuseppe Pulvirenti, inteso ‘u Malpassotu’;

‘CICLOPE’, del 19 settembre 2013, che ha portato all’esecuzione di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 9 persone ritenute responsabili dei reati di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi. Provvedimento restrittivo scaturito da un’attività investigativa che ha consentito smantellare un’organizzazione mafiosa vicina a ‘cosa nostra catanese’ operante nei territori di Vizzini (CT) e Francofonte (SR);

Operazione contro il clan Laudani, del 22 novembre 2013, in cui i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania hanno arrestato, in tutto il territorio della provincia, 11 persone (di cui una già detenuta per altra causa), responsabili a vario titolo dei reati di estorsione e rapina in concorso, aggravati dall’aver agito avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis e al fine di agevolare il sodalizio d’appartenenza;

‘TOWN HALL’, del 10 dicembre 2013, conclusasi con l’arresto di confronti di 10 persone (di cui 4 in carcere e 6 ai domiciliari), ritenute responsabili a vario titolo di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio aggravata dal metodo mafioso e millantato credito;

‘GABBIANO’, del 18 dicembre 2013, in cui i Carabinieri nella costa ionica acese hanno arrestato 6 persone ritenute, a vario titolo, responsabili dei reati di estorsione e violenza privata, aggravati dall’aver commesso i reati finalizzati ad agevolare il gruppo mafioso ‘Santapaola-Ercolano’. L’interesse principale di tale organizzazione criminale era il controllo e la gestione del servizio di trasporto delle salme di soggetti appena deceduti all’interno del Presidio Ospedaliero di Acireale, nonché l’organizzazione del relativo servizio funebre con una ditta, velatamente imposta ai familiari del defunto. Inoltre gli stessi medici venivano costretti ad effettuare prestazioni sanitarie “esenti” dal pagamento del ticket in favore di soggetti vicini al clan Santapaola;

‘LEO 121’, del 14 gennaio 2014, nella quale i Carabinieri del Comando Provinciale hanno arrestato su ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania 41 persone e su analogo provvedimento emesso dal GIP presso il Tribunale per i Minorenni 6 soggetti minori degli anni diciotto, tutti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti con l’aggravante di aver agito con il metodo mafioso;

‘CAMALEONTE’, del 6 marzo 2014, in cui i Carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito, nel capoluogo etneo, in particolare nell’area di San Giovanni Galermo, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura della Repubblica di Catania –nei confronti di 26 indagati, tutti inseriti in un’articolata associazione finalizzata alla detenzione illecita e alla vendita di sostanze stupefacenti.

Il personale specializzato del Nucleo Ispettorato del Lavoro, nel corso dell’operazione ‘Mattone Sicuro’, consistente in una serie di verifiche e controlli nei cantieri in materia di legislazione sociale e di sicurezza sul lavoro ha eseguito 56 accessi ispettivi, controllato 45 ditte, intervistato 112 lavoratori di cui 65 in nero e 20 irregolari sul territorio nazionale, adottati 18 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, 2 sequestri preventivi di cantieri edili per un valore di 170mila euro circa, denunciate 38 persone all’Autorità Giudiziaria, contestate 71 contravvenzioni per un importo di 450mila euro, oltre a recuperi INPS/INAIL/ENPALS per 129.600 euro circa.

(foto di Samantha Rizzo)

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