“Nella nostra idea di ‘patriottismo repubblicano’ il buco nero dell’attuale sistema carcerario, che ci relega, nelle graduatorie di tutto il mondo, a livelli mortificanti, ferisce la credibilità internazionale e soprattutto la nostra coscienza. Oltre ventimila detenuti in più dei posti letto, centoventi suicidi dall’inizio dell’anno, atti quotidiani di autolesionismo e di gesti disperati, gestione inesistente degli spazi per l’infanzia disegnano un quadro drammatico e non più tollerabile. Per questo, nonostante la nostra rigorosa cultura della legalità e del rigore, diciamo sì alla amnistia o all’indulto per dare una risposta politica immediata all’ipocrisia di chi teorizza forza e rigore solo verso i derelitti e i non garantiti, i tossicodipendenti e gli immigrati clandestini, per poi difendere senza se e senza ma mafiosi e corrotti, colletti bianchi e affaristi”.

Lo scrive il vice coordinatore nazionale di Futuro e Libertà, Fabio Granata, in un articolo su Italiani quotidiano, il giornale dei Mille per l’Italia.

“In questa fase finale della legislatura, nonostante il tetto parlamentare altissimo occorrente per approvare il provvedimento – sottolinea Granata – ci batteremo con il gruppo parlamentare di Fli per approvare indulto e amnistia (escludendo ovviamente dalla misura i reati di sangue e di mafia, di corruzione e di pedofilia) arricchendo la misura con proposte di depenalizzazione per alcuni reati, a iniziare da quello di clandestinità, e con misure di manutenzione straordinaria delle carceri per garantire gli spazi e i servizi basilari (aria, acqua, luce) all’altezza di una nazione civile.
Anche questa battaglia – aggiunge il vice coordinatore nazionale di Futuro e Libertà – declinerà il profilo nuovo della nostra proposta politica legata a una certa idea dell’Italia, della giustizia e dei diritti civili.
Consapevoli, per dirla con De Gregori, della ‘parte’ dalla quale abbiamo deciso di stare ‘tra chi ruba per fame nei supermercati e chi li ha costruiti rubando'”, conclude Granata.