Migliorano le condizioni di vivibilità nel carcere catanese di piazza Lanza, ma c’è ancora tanto da fare. E’ quanto emerso dalla visita di una delegazione della ‘Camera Penale’ di Catania, presieduta dall’avvocato Enrico Trantino che ha incontrato i detenuti della casa circondariale catanese.

“Durante l’ultima visita nel luglio del 2012 – ha detto il responsabile dell’Osservatorio, Riccardo Polidoro – la situazione all’epoca era drammatica e ingestibile, oggi invece abbiamo trovato sicuramente molti miglioramenti, ma c’è ancora molto da fare”.

Attualmente sono 379 i detenuti di cui 19 donne che sono distribuiti nei reparti Etna, Amenano, Simeto e in quello recentemente ristrutturato Nicito. Tra i punti di forza ci sono l’aumentata capienza del carcere, la prenotazione telefonica dei colloqui e delle visite dei familiari ai detenuti, il sistema delle ‘celle aperte’ che permette ai detenuti di socializzare tra le 9 e le 17 in uno spazio comune all’interno della struttura penitenziaria, le attività di lavoro svolte da 50 detenuti uomini impiegati con turni trimestrali in cucina, nelle pulizie e in lavori artigianali e il laboratorio tessile per le donne.

“Ci sono dei reparti completamente rimodernati, le celle hanno una stanza a parte per i servizi igienici, ci sono le docce in tutte le celle, mentre questo prima non c’era – ha continuato Polidoro – prima c’erano celle con il wc a vista, dove si cucinava in un unico locale. Questo è senz’altro un elemento importante anche perché tra le altre cose è diminuito il sovraffollamento quindi i detenuti possono muoversi in maniera più agevole”.

Rispetto all’ultima visita dell’Osservatorio carcere Unione Camere Penali che nel luglio del 2012 era stato a Piazza Lanza, qualcosa è cambiato anche se sono ancora tante le criticità.

“Per esempio la mancanza di riscaldamento, soprattutto se si pensa che c’è l’impianto, ma che non ci sono le risorse per aggiustarlo e per pagare le bollette, allora forse l’amministrazione penitenziaria dovrebbe spendere meno da qualche parte e spendere di più per il riscaldamento dei detenuti.

Per il presidente della Camera Penale, lavvocato Enrico Trantino: “Diamo un voto 10 per lo sforzo e la buona volontà dell’amministrazione penitenziaria, ma è necessario ricordare che il carcere dovrebbe essere visto come estrema ratio e dovrebbe rieducare i detenuti e non brutalizzarli per farli uscire in condizioni peggiori”.

Alla visita hanno preso parte anche Renato Vigna, componente del direttivo Osservatorio, Salvatore Catania Milluzzo del direttivo della Camera Penale, Luca Mirone, referente Territoriale. Ad accompagnare la delegazione è stata la direttrice del carcere Elisabetta Zito.

Ma c’era soprattutto il procuratore capo della repubblica Giovanni Salvi – “Abbiamo trovato un buon clima – ha concluso il responsabile dell’Osservatorio – e soprattutto mi ha colpito la presenza del procuratore della Repubblica di Catania Giovanni Salvi al nostro incontro perché per me che mi occupo di carceri da oltre 20 anni è la prima volta che un procuratore della Repubblica è presente e soprattutto mostri tanto interessamento rispetto all’istituto di pena”.

L’osservatorio carcere ha fatto riferimento alla mancata nomina del Garante per i detenuti dopo la scadenza, a settembre 2013, dell’incarico di Salvo Fleres. Proprio in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario a Catania erano stati i ‘Radicali’ a sollevare la questione della mancata nomina del garante e ad annunciare di avere presentato un esposto contro la Regione Siciliana.