Creare il primo laboratorio permanente per la produzione di pasta all’interno di un carcere in Italia. E’ uno degli obiettivi del progetto Buoni Dentro, realizzato da Infaop (Istituto nazionale per la formazione, l’addestramento e l’orientamento professionale) e presentato oggi a Palermo nel corso di un convegno presso il teatro dell’istituto penitenziario Pagliarelli, al quale hanno preso parte anche i detenuti che partecipano al progetto.

Buoni Dentro nasce con lo scopo di dare una nuova immagine della struttura carceraria e dei detenuti attraverso un programma di formazione della durata di 24 mesi per riqualificare professionalmente 30 fra detenuti e detenute del carcere palermitano e ampliare le loro possibilità di accesso al mondo del lavoro, attraverso due corsi paralleli di formazione professionale: ”mastro pastaio” per gli uomini e ”operatrice socio assistenziale” per le donne.

Partner di Buoni Dentro sono il Pastificio Giglio per la formazione degli uomini, e la Cooperativa Sociale Isola, per quella delle donne. Il coinvolgimento di queste due aziende mira a stabilire una collaborazione professionale futura tanto con l’istituto carcerario, quanto con i detenuti che aderiscono al progetto. Partner di supporto è la Cooperativa Leonardo da Vinci.

Realizzato nell’ambito del Programma operativo obiettivo convergenza 2007-2013, Fondo sociale Europeo, Regione siciliana, il progetto Buoni Dentro è promosso da Infaop e coordinato da Mediali. Lo studio di consulenza aziendale Proteos ha condotto la ricerca che ha preceduto l’avvio della fase di formazione.

“Il progetto Buoni Dentro rientra nell’ambito di un programma generale, che coinvolge ben 539 unità, mirato a tenere impegnati i detenuti in attività professionali, scolastiche, corsuali e lavorative interne – ha detto Francesca Vazzana, direttrice dell’istituto penitenziario Pagliarelli -. Grazie a questi progetti è possibile creare un clima più disteso e sereno che contribuisce a ridurre il rischio di atti di violenza o peggio ancora di autolesionismo che, purtroppo, tendono per forza di cose a verificarsi con frequenza all’interno del penitenziario”.

“Buoni Dentro può e deve diventare un marchio, una realtà produttiva nel settore della pasta fresca, grazie alla realizzazione di un laboratorio permanente qui all’interno dell’istituto penitenziario Pagliarelli” ha detto Gabriele Albergoni, direttore di Infaop, ente capofila del progetto, lanciando anche un appello a ristoratori, commercianti, mense e supermercati affinchè “credano in questa importante iniziativa e si interessino a un prodotto di qualità a costi contenuti e con notevoli vantaggi fiscali e incentivi economici: le carceri sono infatti delle zone franche dove le imprese possono ridurre i costi di gestione di oltre il 50%”.

Presenti al convegno anche i 30 detenuti coinvolti nel progetto, che attraverso due lettere hanno espresso la loro gratitudine a tutto lo staff di Buoni Dentro, ringraziando “tutti per aver compreso e condiviso il dolore e l’immensa solitudine che quotidianamente sopportiamo e per averci aiutato a comprendere che non siamo soli”.
(09 maggio 2011 ore 15.34)(segue)
(09 maggio 2011 ore 15.32)