Caltanissetta – «Andrò dai magistrati con la serenità di chi ha la coscienza a posto e la consapevolezza di essere assolutamente estraneo a tale vicenda. Sono certo di potere dimostrare non solo la mia distanza da quel mondo, ma di avere sempre operato per impedire che la pubblica amministrazione venisse permeata dal malaffare».

Salvatore Cardinale (Pd), ex ministro delle Poste e Telecomunicazioni risponde alle accuse che gli vengono mosse, nell’inchiesta della Dda di Caltanissetta su mafia e appalti. Cardinale sottolinea inoltre che l’avviso di garanzia, che gli è stato notificato dalla Procura, riguarda «la contestazione di una presunta partecipazione del sottoscritto a una associazione semplice avente per scopo, dalla metà degli anni Ottanta ad oggi, la gestione di appalti pubblici. Nessuna contestazione di reati specifici mi viene addebitata».

Cardinale aggiunge: «Chi ha memoria ricorda che sono stato tra quelli che hanno introdotto il sistema dell‘asta pubblica, prima a Mussomeli e poi a Caltanissetta capoluogo e all’Amministrazione provinciale di  Caltanissetta, e ciò avveniva tra il 1987 e il 1988, proprio per assicurare la più assoluta trasparenza nelle gare di appalto».