Due star enogastronomiche, che negli ultimi anni sono diventate di “casa” per gli italiani e non solo, sono intervenuti a TaoBuk 2015: Carlo Cracco e Oscar Farinetti.

Il primo è conosciuto dal grande pubblico per il suo ruolo di giudice nel reality show Master Chef Italia, ma ha alle spalle esperienze internazionali presso i migliori ristoranti del globo e l’onore, fra le tante soddisfazioni, di aver, giovanissimo, aperto con la famiglia Stoppani, proprietaria di Peck, il più noto negozio milanese di enogastronomia dal 1883, il ristorante Cracco-Peck.

Con Cracco, che ne diviene chef executive, il ristorante si aggiudica ben due stelle Michelin, 18,5/20 per l’ Espresso e 3 forchette per il Gambero Rosso, sino a essere nominato fra i 50 migliori ristoranti al mondo.

Successivamente, Cracco diviene chef patron del ristorante che porta il suo nome e viene incaricato dai Trussardi per il rinnovo dell’importante locale della casa di moda, “Trussardi alla Scala di Milano”, posto proprio vicino al teatro che rappresenta nel mondo l’Opera italiana.

Cracco però non è un semplice chef, è un imprenditore di se stesso e negli anni lo ha dimostrato riuscendo ad avvicinare a se anche coloro che non potevano permettersi la sua cucina: libri, televisione e testimonial per importanti aziende, hanno reso famoso e apprezzato l’ex allievo di Gualtiero Marchesi.

Oscar Farinetti è fondatore di Eataly,  da cui si è “autorottamato” come ha dichiarato a La Zanzara su Radio24, lasciando tutto in mano ai figli. Che piaccia o meno, e che venga criticato per aver esposto all’interno del padiglione Eataly all’Expò, marche della GDO, poco importa: Farinetti è un visionario capace di guardare avanti, tant’è che ha compreso l’importanza della biodiversità a 360° prima di altri.

A presentare l’incontro  i giornalisti gastronomici Clara e Gigi Padovani, nella vita marito e moglie ed esempio di ottimo connubio lavorativo. Durante l’affollato evento si è sottolineato come il cibo e la cucina non siano una moda, ma oggi come non mai, una reale forma di cultura.

Certamente chi cucina in TV, deve seguire dei tempi, e può usarli a proprio piacimento: decidere se esaltare il prodotto e il cibo o se stesso, ma è fondamentale far comprendere che ciò che viene cucinato dietro lo schermo non sempre segue i reali tempi del “cucinare dal vivo”, dunque è importantissimo che il telespettatore, ammaliato dai personaggi e dalle fantastiche cucine, capisca che sì è importante innovare, ma anche mantenere la tradizione.

Sia i Padovani, sia Cracco e Farinetti, si sono trovati d’accordo nel dire che l’Italia è ricca e fautrice di bellezze culturali ed enogastronomiche, e che il marchio Italia va valorizzato, informando i consumatori e tutelandolo da copie, per altro mal fatte, che poco hanno delle materie prime che il BelPaese produce.

Per far ciò, proprio a poche settimane dalla chiusura dell’evento meneghino, si sta cercando di progettare un marchio unico di garanzia per tutti i prodotti italiani.