E’ il grande giorno, il giorno dello sfiducia day. A Palermo arriva anche Beppe Grillo, ormai visitatore noto delle piazze siciliane, alla sua terza “calata” da Genova a palermo. e’ il giorno in cui i siciliani mandano un avviso di sfratto al Presidente della Regione Rosario Crocetta ma anche ai 90 di sala d’Ercole. il giorno in cui la piazza si prende la sua rivincita dopo che un’altra piazza, quella romana, appena ieri è stata tacciata di reazionismo.

Bene non me ne voglia signor Beppe Grillo e non me ne vogliano gli amici 5 stelle per queste considerazioni di oggi. devo premettere, e lo dico sul serio e con convinzione, che quei deputati 5 stelle che ho avuto il piacere di conoscere in questi due anni di Ars, mi hanno sempre fatto una buona impressione. Buona impressione nel senso che sono arrivati in Parlamento con l’entusiasmo ma politicamente e amministrativamente “asciutti” ma hanno saputo imparare poco alla volta mantenendo le loro idee intatte. idee spesso condivisibile, a volte no, ma questo è il sale della democrazia: il confronto.

Fatta questa doverosa premessa oggi in piazza il popolo a 5 stelle vuole mandare un messaggio a Crocetta: “siamo opposizione non siamo governo, non ci piace quello che stai facendo, vai a casa”. Un messaggio lanciato di domenica dunque ad un palazzo vuoto. Un messaggio lanciato oggi che non esiste un governo in carica dunque ad un palazzo ancora più vuoto.

Ma allo spettacolo di piazza che dalle 16 proseguirà fino alle 22 con gli interventi di deputati regionali, portavoce a 5 stelle, deputati nazionali e senatori, fino a Beppe Grillo, cosa seguirà? La mozione di sfiducia all’Ars è stata già presentata. i voti per la presentazione li ha raccolti, quelli per essere approvata, invece, non li ha.

L’opposizione conta su 40 voti (forse sono 39 a ben guardare ma questo è ancora da verificare), per “licenziare” governatore e Parlamento ne servono 46. Fino a ieri si poteva pensare di ottenere almeno una parte dei 9 voti dei cuperliani e sperare di farcela, Ma il rimpasto in corso metterà d’accordo anche quella parte del Pd che fino ad ora è stata critica e, dunque, i voti per la sfiducia non ci sono e non ci saranno.

Sembra già di sentire la voce di chi non voterà quella sfiducia. Le dichiarazioni stampa potremmo prepararle già adesso: “Siamo vicini al tracollo economico – finanziario, la Sicilia deve predisporre un bilancio di crisi, d’emergenza. non la si poteva lasciare senza un governo in un momento così difficile. E’ una questione di senso di responsabilità. le istituzioni devono essere responsabili e pensare al bene dei siciliani”.

Dunque quella di oggi rischia di restare una manifestazione di piazza: lo sfogo di chi non ce la fa più e non potendo cambiare le cose urla la vento la sua rabbia. certo una simile manifestazione ha motivi importanti per essere messa in campo: bisogna stringere il popolo 5 stelle su un obiettivo perché non si disperda. Questa è politica e va fatta e anche bene. e poi serve a motivare anche i deputati. La piazza ha sempre pottimi effetti motivazionali.

Ma le chiedo caro Signor Beppe Grillo, questa posizione non la si poteva assumere prima. Prima si intende un anno e mezzo fa quando Croc etta tirava per la giacca i deputati 5 stelle e riusciva a far passare provvedimenti sostenendo pubblicamente di aver dato vita al “Modello Sicilia”. Insomma lui ha sempre sostenuto, per quasi un anno, che i 5 stelle erano praticamente alleati esterni alla maggioranza.

Non è così, chi ha seguito le cose dell’Ars sa che si è trattato di millantato credito. Ma Lei Signor Grillo sa bene che la verità non è poi così importante. E’ importante ciò che arriva alla gente. Ed in tanti, in troppi, sono oggi convinti che per un anno i 5 stelle abbiano appoggiato Crocetta e adesso lo scarichino.

Certo un anno e mezzo fa i suoi deputati non avevano ancor al’esperienza per capire la trappola. Ora sono cresciuti e non ci cascano più. Che al popolo grillista non piaccia la destra e non piaccia neanche la sinistra è abbastanza chiaro. ma oggi, volenti o nolenti, almeno in Sicilia, vi trovate di fronte ad una scelta: allearsi col governo Crocetta (e pezzi del centro/sinistra) oppure allearsi con le opposizioni di destra. Restare in mezzo non serve più. Non fa la differenza. Può fare,. al massimo, denuncia. ma di quella ormai cominciano a stancarsi anche i disperati.

Per l’opposizione (centrodestra) siciliana Crocetta è il peggior governatore di sempre, per il centrosinistra è un governatore onesto ma non sempre ben consigliato, per Matteo Renzi è utile a fare il “lavoro sporco” ancora per un poco. Secondo lo stesso Crocetta meglio di lui non c’è stato e non ci potrà essere in futuro e quindi deve completare la sua opera di pulizia per lasciare la casa linda a chi verrà ed impedirgli di tornare indietro.

Ci dica, dunque, signor Beppe Grillo, da domani cosa cambierà in Sicilia? Non c’è critica nelle mie parole ma solo una semplice e pura domanda. Ci mostri la strada per uscire dalla palude. io, purtroppo, non riesco a vederla.