Dopo il novellame, anche il tonno dei nostri mari diventa motivo di disputa tra la Regione ed il governo nazionale.
“Il ministro Catania mortifica, con arroganza e presunzione istituzionale, i pescatori siciliani”.
Questo il duro atto di accusa di Dario Cartabellotta, assessore regionale alle Risorse Agricole e Alimentari, contro il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali in riferimento a quanto stabilito dal decreto ministeriale “quote tonno rosso 2013”.

“Nella bozza di decreto preparata ma non firmata prima delle elezioni – spiega Cartabellotta – la Sicilia, aveva 300 tonnellate di quota tonno con il sistema palangaro: ciò sarebbe servito a compensare la perdita di quote subite dalla Sicilia dal 2000 in poi e che ha eliminato i piccoli pescatori a vantaggio di una gestione di grandi imprese nel nome di una moderna concentrazione monopolistica. In quella firmata e comunicata oggi dal direttore della pesca, per presa visione e senza confronto democratico in conferenza stato-regioni, la Sicilia ha 265 tonnellate contro 1450 del sistema circuizione adottato in Campania. C’è spazio pure per 40 tonnellate di pesca sportiva. Questo è lo stile e il modo con cui vengono usati i poteri dello stato con arroganza e presunzione istituzionale, anche perché è stata pure
soppressa la Commissione Consultiva della pesca”.

ve.fe