Tra i clienti c’ erano giovani ed anziani, insospettabili padri di famiglia o professionisti che temporaneamente si trovavano a Ragusa per lavoro. Alla ricerca del piacere e incontravano le prostitute in due monolocali abitati entrambi da prostitute extracomunitarie di origini sud americane in regola sul territorio nazionale.

E’ quanto scoperto dagli agenti della Squadra Mobile di Ragusa che in pieno centro storico hanno chiuso una casa di piacere, in uno stabile in via Cavaliere Michele Pennavaria. E’ stata la segnalazione dei residenti, stanchi di quel continuo via vai di persone di giorno e soprattutto la sera a fare scattare i controlli.

Secondo gli investigatori, forse nel silenzio i proprietari degli immobili e le persone che si adoperavano nell’ambiente della prostituzione credevano di poterla fare franca, ma non avevano fatto i conti con l’onestà e la collaborazione degli onesti cittadini.

Alla ricostruzione fatta dalla polizia hanno contribuito i racconti dei residenti: “Mentre ci troviamo in casa e lasciamo la porta aperta entra qualcuno e chiede se può consumare un rapporto sessuale”; mia figlia era da sola in casa ed ha sentito citofonare, si è affacciata ed un uomo anziano le ha chiesto se bastavano 30 euro perché di più non ne aveva”; “abbiamo paura di fare uscire i nostri figli, ormai non siamo più al sicuro nei luoghi dove io sono cresciuto e giocavo da bambino”.

Tra i clienti ascoltati dalla polizia, tutti, nel comprensibile imbarazzo, hanno raccontato di aver pagato anche 250.00 euro per prestazioni “particolari”, tanto che in casa sono stati trovati “accessori” di tutti i tipi, falli di gomma, vibratori, gel lubrificanti, unguenti afrodisiaci, fruste, cinghie e corpetti ai quali veniva applicato un fallo in plastica che le prostitute indossavano per sodomizzare i clienti dai gusti più hard.

Il proprietario che è stato multato, ha ammesso di essere a conoscenza del fatto che all’interno delle due abitazioni di sua proprietà si consumassero rapporti sessuali a pagamento: “Ero senza solidi…” avrebbe detto agli agenti. 

La Squadra Mobile in sei mesi ha chiuso 12 “case del piacere”.